Discussione:Aelia Laelia Crispis

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Informazioni sulla fonte del testo
Aelia Laelia Crispis
Edizione 
"Il piccolo libro del Nonsense"
a cura di Pier Paolo Rinaldi
Avallardi Editore, 1997
ISBN 88-8211-040-0
Fonte 
Edizione cartacea
Tradotto da 
Carlo Cesare Malvasia
Primo contributo di  Snark
SAL 
SAL 75% 75%.svg (9 aprile 2008)
  • Fonte: fonte indicata e attendibile
  • Completezza: testo completo
  • Formattazione: testo formattato correttamente
  • Riletture: testo da rileggere


Progetto di riferimento 
letteratura


aggiunte e precisazioni[modifica]

Perché è stata scelta la versione del Malvasia? È una versione molto libera che forse stravolge troppo il testo della "Pietra di Bologna": tra altre cose mette arbitrariamente il verbo alla prima persona singolare; aggiunge al testo diverse cose che non ci sono. C'è un "fu" in luogo di "fui" (potrebbe essere un errore di battitura?).

Forse sarebbe bene aggiungere il testo latino e, oltre a quella del Malvasia (che ha pur sempre un valore culturale), un'altra traduzione del tipo di quella su Wikipedia, molto più aderente al testo reale. Tutto ciò, per rendere maggiormente chiaro al lettore il senso del testo latino di Aelia Laelia Crispis.

Personalmente, sono certo che il testo originale latino non sia un componimento poetico (in quale metro?), per lo meno nella versione riportata sulla lapide di Bologna. --Comenius (disc.) 20:26, 15 lug 2008 (CEST)

Intanto grazie per le osservazioni, pertinenti e fondate. Il motivo per cui abbiamo la versione del Malvasia è che è l'unica edita e di pubblico dominio attualmente giunta qui. Se si trovassi una versione più recente a parità di requisiti (quella di Wikipedia essendo opera di un utente del progetto non è accettabile su questo progetto in quanto inedita), non ci sono problemi ad aggiungerla, anzi sarebbe un arricchimento.
Quanto alla variante fu - fui in effetti sarei propenso anch'io a un errore di battitura (più che a un "fui" penso a un "fu’" eliso di scui è scappato l'apostrofo).
Concordo anch'io che il testo latino non sia in poesia, ma ho notato che a volte le epigrafi (sulla scorta della traduzione degli epigrammi, genere anch'esso di derivazione funeraria) venivano tradotte in poesia. In effetti manca il testo latino, ma quello è più facile da trovare in rete: eccolo. Sarà mia cura aggiungerlo presso http.//la.wikisource.org
Addirittura ne trovo anche una traduzione francese e spagnola. - εΔω 23:16, 15 lug 2008 (CEST)
Ho trovato conferma del "fui": vedasi qui. Le maiuscole a inizio verso sono più una convenzione editoriale che una volontà precisa dell'autore, e le ho ignorate. Bisognerebbe avere sottomano l'edizione da cui è stato tratto il testo che abbiamo qui. - εΔω 23:24, 15 lug 2008 (CEST)

Faccio anch'io una precisazione: ho fatto un controllino, e nella fonte da cui ho preso il testo si riporta - scorrettamente - "fu" al posto di "fui" (e anche la virgola inserita da Orbilius non è presente). Il testo da cui è tratto però è un'antologia di brani, e il brano in oggetto è a sua volta tratto dal "Dizionario dell'Italia misteriosa" di Umberto Cordier, che a sua volta avrà preso il testo da qualche altra parte. Quindi l'errore potrebbe essere sfuggito in uno di questi mille passaggi. Sinceramente non so bene come muovermi in questo caso, forse sarebbe meglio lasciare il testo come nella fonte e poi fare una precisione nella nota, ma non saprei.

Per quanto riguarda la traduzione scelta, credo che Orbilius si sia spiegato perfettamente. La traduzione di Malvasia è molto libera (anche se personalmente devo dire che non mi dispiace). Se riuscissimo a trovare altre versioni libere dell'Aelia Laelia Crispis da affiancarle sarebbe una gran cosa, ma purtroppo non ho ancora trovato nulla, purtroppo. Ciao, e grazie per le precisazioni. Snark (disc.)