Discussioni progetto:Qualità/Archivio/2016

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SAL 100% senza rilettura[modifica]

Amici cari, (aggiungo @Candalua, Aubrey) una pagina come questa impone alcune osservazioni. Pubblicata con sal 100%, presenta ben 3 gravi errori che ho evidenziato in grassetto tra parentesi quadra. In regime di segnalazione, mi sono permesso di riportarla al 75% per dialogare con voi sui motivi che possono inficiare la buona riuscita del nostro sistema di controllo. Scorrendo la cronologia è possibile ricostruire le modifiche effettuate sulla pagina e farsi un'idea dei contributori che, lavorando in tempi diversi e secondo la logica del mi fido ciecamente dell'autorevole collega interventuto prima di me si sono limitati a modifiche tecniche, senza controllare le sbavature tra cartaceo e digitale. IMO una possibile ricostruzione dei fatti: @Susan bibtn ha preparato la pagina con le prime modifiche, portandola al 75% anche se non formattata correttamente (doppi spazi, punteggiatura, accenti, righe spezzate, ecc.); @Alex brollo è passato rifrullando il tutto e, fidandosi della prima lettura di un contributore ben inserito nel mondo dei libri, ha portato il tutto al 100%, lasciando un avviso ai naviganti sull'utilizzo consapevole del PiediPagina; @OrbiliusMagister e @Accurimbono si sono limitati anche loro, ignorando in assoluta buona fede la rilettura proofread, a sistemare i valori tecnici (accenti, piedipagina, spazi, nop). Sia chiaro: nessun intento polemico! cerchiamo di capire insieme come migliorare la procedura del controllo qualità nel suo momento più delicato, il sal 100%, uno dei pilastri della nostra biblioteca. --Xavier121 19:56, 21 lug 2016 (CEST)

Mi pento e mi dolgo.... e mi propongo di lasciare, d'ora in poi, sempre al 75% ciò che rivedo con l'occhio puntato sulle questioni tecniche. --Alex brollo (disc.) 21:36, 21 lug 2016 (CEST)
Ricordo a tutti che all'epoca dell'introduzione della Rilettura del mese, durante le discussioni, ho sostenuto che IMO la rilettura è uno dei passaggi più difficili e delicati del SAL, non uno dei più facili come sosteneva la maggioranza della comunità che individuò nella rilettura un modo per attrarre nuovi utenti. Mi è stato anche detto personalmente da Edo, in una delle molte discussioni, che noi utenti più esperti avremmo dovuto astenerci dal rileggere i testi, per lasciare questa attività ai novizi. Da allora ho cercato di evitare di rileggere in NS Pagina. Rimango però dello stesso avviso: la rilettura è il passaggio più delicato del SAL perché portare una pagina al 100% vuol dire segnalare agli utenti che la pagina sta al livello di qualità massimo e ci vuole una certa esperienza e responsabilità nel farlo.
Nel merito: il mio contributo a questa pagina era solo per rimuovere un evidente errore, non certo per rileggere, perché come dicevo da allora, visto l'invito ricevuto, con le dovute eccezioni, me ne guardo. --Accurimbono (disc) 06:17, 22 lug 2016 (CEST)
Forse è il momento di riaffrontare la questione, di cui ho parlato anche con i tecnici WMF. Vi ricordate quando Boschetti ci aveva portato i primi testi di Romagnoli che dovevamo rileggere per un suo progetto? Di fatto finì che una persona esterna dovette venire a correggere le bozze e rilesse centinaia di pagina, ma solo il testo. Le pagine non erano formattate per cui non seguirono il normale percorso del SAL, che prevede sempre prima la formattazione e poi la rilettura.
Mi sono convinto che, forse, noi dovremmo avere anche un percorso SAL alternativo, o quantomeno una modalità di segnalare l'azione singola compiuta su Wikisource. Rileggere un testo senza preoccuparsi di formattazione e codici (cosa che, fra l'altro, fa anche Gutenberg) secondo è effettivamente il grado zero dell'aiuto qui su Wikisource, al momento. La formattazione è cosa che necessariamente deve essere fatta da esperti, perchè presuppone una conoscenza dei template: ma sono azioni entrambe indipendenti, possono avvenire prima o dopo l'una dell'altra. Riusciamo a pensare una modalità in cui dividiamo le azioni e poi le segnaliamo? Aubrey (disc.) 10:52, 22 lug 2016 (CEST)
Non è del tutto vero, che "possono avvenire prima o dopo l'una dell'altra". L'aggiunta della formattazione disturba molto la rilettura. Gutemberg (Distributed Proofreaders) vieta di aggiungere formattazione fino a che il testo non è perfetto, e senza un editor WYSIWYG fa bene a imporlo. Se VE funzionasse come si deve, senza andare in pallone per un banalissimo poem, e senza essere lungo come la quaresima, l'ideale sarebbe usare VE per la correzione del testo e il markup per la formattazione. Allora sì che le due cose potrebbero essere considerate indipendenti. Alex brollo (disc.) 16:02, 22 lug 2016 (CEST)
Interessante, come prospettiva. sarebbe in effetti l'ideale. hai segnalato su phabricator il problema dei tag poem? Aubrey (disc.) 16:53, 22 lug 2016 (CEST)

Alcuni chiarimenti necessari sull'attività critica svolta da alcuni volontari del progetto trascrizioni in difesa del metodo scientifico su Wikisource[modifica]

Scrivo queste osservazioni per illustrare aspetti poco noti o del tutto ignorati da rispettabilissimi amici e collaboratori di breve e lungo corso riguardo l'atteggiamento scientifico che guida il lavoro di alcuni volontari, e rispetta in tutte le sue parti il metodo della vulgata ufficiale, quando si parla di edizione critica di un testo.

Gran parte della collaborazioni su un'opera di interesse generale sono spesso, data la natura volontaria del nostro progetto, occasionali e apparentemente scollegate tra loro, sebbene svolte quasi sempre in un clima di rilevante partecipazione. E' facile quindi che, analizzando i vari contributi singolarmente, si possa perdere di vista il quadro generale e pensare che il tutto avvenga fuori dal controllo degli utenti più esperti e senza alcun riguardo per il metodo scientifico.

Occorre a questo punto precisare che il lavoro oscuro svolto da alcuni di noi è frutto di accordi e decisioni di tempo addietro e che riguardano il profilo NPOV del nostro progetto, mantenuto spesso a scapito della trasparenza dei contributi, quasi mai esplicitati nella pagine discussione dei testi.1

Una doverosa seconda precisazione riguarda il tipo di edizione critica su Wikisource, una biblioteca online che avendo per statuto l'obbligo di raccogliere e catalogare tutte le edizioni di un'opera, deve constatare ogni giorno l'impossibilità materiale/pratica di onorare la sua missione culturale, ripiegando inevitabilmente sulla migliore edizione disponibile in rete2 di un dato testo o di un gruppo di testi considerati importanti per autore o per valore storico.

Nel fare questo, non svolge, come fatto notare da qualcuno, una mera operazione meccanica, di copia incolla e furbate regex, ma mette insieme, nel suo piccolo, un cantiere critico che darà vita ad un'edizione inedita. In gergo tecnico si chiama edizione critica dato un solo testimone (a stampa).

Il miglior esempio che posso fare è sul recente testo collaborativo, per la prima volta in edizione digitale navigabile, Nuova, e vera relazione del terribile, e spaventoso terremoto successo nella città della Matrice, Roma, 1639, venuto fuori non casualmente, ma seguendo tutte le dinamiche del metodo critico: recensio, emendatio e apparato critico.3

Recensio[modifica]

Accogliendo una richiesta inserita nel nostro bar, riguardante un evento naturale disastroso che ha colpito in questi giorni il territorio italiano, sulla scorta di quanto offerto dal quotidiano “La Repubblica”, si è deciso di avviare una ricerca per trovare il miglior testimone possibile di quel testo da rendere universalmente accessibile mediante una nuova digitalizzazione e la costruzione di un ipertesto (o più ipertesti). L'utente @OrbiliusMagister ha segnalato subito tre possibili fonti da Google libri, tutte copie disponibili in pdf b/n.4

Tiberi - Nuova, e vera relazione del terribile, e spaventoso terremoto successo nella città della Matrice, Roma, 1639.djvu Tiberi - Nuova, e vera relazione del terribile, e spaventoso terremoto successo nella città della Matrice, Roma, 1639 (senza Aggiunta).djvu Tiberi - Nuova, e vera relazione del terribile, e spaventoso terremoto successo nella città della Matrice, Firenze, 1639.djvu

Il testo della Relazione del Tiberi è presente su due stampe romane dell'editore Domenico Marciani, e su un'altra fiorentina, proveniente dalla Stamperia S.A.S. alla Condotta; tutte riportano la data 1639.5 Un primo rapido controllo per scegliere la copia migliore ha stabilito un possibile ordine cronologico: un'edizione del Marciani presenta un’Aggiunta alla Relazione di cui sono prive le altre due. Supponendo che due copie non siano semplicemente mutile del finale (difficile perché stampate allo stesso modo in luoghi diversi), è ragionevole ipotizzare che la copia con Aggiunta non solo è successiva alle altre due, ma è anche una nuova edizione. Si è scelto quindi di pubblicare quella ritenuta completa e utilizzare le altre due per il confronto delle lezioni della prima parte di testo nella fase di emendatio. Con opportune tecniche si è scaricato il testo prescelto a colori; modificato l'orientamento delle pagine; eseguite alcune operazioni di crop, per meglio definire l'area di lavoro; aggiunto un OCR base; e infine si è pubblicata su Commons una nuova edizione meccanica dello scritto del Tiberi.

Emendatio collaborativa[modifica]

Per prima cosa si è costruito un piano di lavoro, ovvero la pagina indice con tutti i dati necessari per la scrittura del sommario e la creazione delle pagine ns0. Questa è da considerarsi operazione critica a tutti gli effetti perché si imposta lo scheletro della nuova edizione: un errore qui, diventa un errore a catena; è quindi fondamentale arrivare alla formulazione degli indici e dei sommari dopo un'attenta analisi dei contenuti del testo da pubblicare. Senza dubbio operazione critica e non estetica.

L'effettivo lavoro di allestimento del testo critico si è basato sullo studio comparato delle tre copie della Relazione di Tiberi: le prime due sono sostanzialmente identiche nella prima parte ad eccezione dell’Aggiunta; la seconda presenta molte lezioni con una grafia alternativa, chiamate in filologia varianti formali.

Premesso che tra le copie non sono state trovate invece varianti sostanziali, il confronto fra i testi è servito per ricostruire le lacune grafiche6 che affliggono la copia scelta per la pubblicazione. In alcuni casi è stato possibile ipotizzare una soluzione per congettura; in altri la collatio è stata fondamentale, specialmente per i toponimi (es. Collalto, Pasciano) o per parti del discorso capitate sui margini tagliati, come preposizioni, articoli, o nomi illeggibili. Il caso più evidente è stato LAUS DEO tra la fine della prima parte e l’Aggiunta, anche se resta un tipo di espressione di congedo, alla fine di un testo che ammonisce gli uomini sulla base dell'imperscrutabile giudizio di Dio, non impossibile da ricostruire per congettura!

A titolo di esempio del lavoro svolto desidero segnalare tre approfondimenti:

a) Il Frontespizio: la copia scelta è priva del rigo finale dove compare l'approvazione della gerarchia ecclesiastica; il numero 7 del mese poco sotto il titolo principale è illeggibile;
Frontespizio dell'ed. Marciani, particolare, Roma, 1639
Frontespizio dell'ed. Marciani, particolare, Roma, 1639
b) incontriamo una variante formale insolita per segnare la fricativa alveolare sorda lunga ʃs in luogo di ſſ, come riportata nella copia fiorentina;7 l'affricata alveolare sorda intervocalica (/tts/) è resa sempre alla latina con lettera T, regolarizzata invece nella stampa fiorentina a partire proprio dal titolo.8 Le oscillazioni grafiche spesso nascondono pronunce specifiche di un dato luogo: spesso nelle prime edizioni di importanti testi letterari possono segnalare la coloritura dialettale di un territorio, come ad esempio il nostro Aristofane veneto: ATTENZIONE ad eseguire una trascrizione meccanica in simili testi, come affermato da qualcuno; significa perdere la varietà linguistica del copista e dell'editore di turno, che è proprietà costitutiva dell'edizione e da preservarsi e valorizzare quanto il contenuto del testo tramandato!
Frontespizio dell'ed. Marciani, Roma, 1639
Frontespizio dell'ed. Marciani, particolare, Roma, 1639
Frontespizio dell'ed. della Stamperia SAS alla Condotta, Firenze, 1639
c) nell’Aggiunta è presente una lezione controversa perché parzialmente illeggibile: il contesto suggerirebbe il termine altri, ma attualmente è stata preferita la forma anch’; l'utente @Stefano mariucci per colmare la lacuna, oltre a ribadire il contesto, ha segnalato un quarto testimone, una versione totalmente digitale e senza cartaceo a fronte (quindi impossibile da verificare), che riporta altri. E' altamente probabile che il pronome indefinito, soggetto della frase son venuti a Roma ecc. rispetto alla congiunzione aggiuntiva, completi meglio il periodo, rispondendo al contesto da cui si sviluppa.
Particolare Aggiunta ed. Marciani, Roma, 1639

Esistono due strade percorribili: 1) infrangere il punto di vista neutrale (NPOV) e sostituire la lezione guasta; 2) limitarsi a segnalare il problema tra parentesi quadre e puntini […], come da manuale, aggiungendo un nota didascalica a piè di pagina o in discussione, in cui si avanzano tutte le ipotesi che il contesto suggerisce.

Apparato critico[modifica]

E' il punto più delicato quando allestiamo una nuova edizione digitale di un testo importante. Come accennavo all'inizio è possibile sfruttare per tutte le nostre osservazioni9 la pagina discussione, segnalando il motivo di interesse per un'edizione (o un gruppo di testi) che, in genere su wikisource, cade o su un periodo specifico della vita artistica di un autore,10 o sulla valenza pubblica degli argomenti trattati. È evidente il numero di informazioni ricavabile da uno scritto breve e non letterario, come la Relazione del Tiberi; un testo ben colto anche dalla comunità che ha contribuito a rendere critico sulla base di scelte semplici ma determinanti per la costruzione dell'edizione digitale. Questo tesoro di dati non dovrebbe essere disperso perché propedeutico allo sviluppo del nostro lavoro: oggi per rendere efficace una buona MemoRegex critica11 c'è bisogno di creare prima un'ottima diplomatica; se desidero fare una ricerca sul sistema abbreviativo in un dato periodo editoriale/storico, posso interrogare il database della nostra biblioteca e così via.

Considerazioni finali[modifica]

Il nostro laboratorio di filologia non sarà certo esente da critiche o immune da richieste di chiarimento, tuttavia quello che importa, in un progetto di natura volontaria che non può pretendere qualcosa di più strutturato e definitivo, è mettersi sul giusto binario, dimostrare che siamo un gruppo che desidera offrire contenuti scientificamente validi, e difendersi dagli attacchi che solitamente si muovono alle velleità del mondo wiki: non solo possiamo garantire certezza delle fonti, ma nelle trascrizioni eseguiamo anche un minino di approccio critico secondo i precetti delle discipline vigenti.

Quindi, a mio modestissimo parere, va fatta salva la dicitura edizione critica e non interpretativa12 perché, per i motivi su esposti, si va oltre la mera interpretazione dei segni grafici del testo; e va difeso senza remore l'approccio scientifico che una parte della comunità, certamente quella più occupata da problemi di natura critica (e non estetica), affronta nel tentativo di scegliere la migliore edizione possibile per i suoi lettori. Non siamo perfetti, lo ribadisco una volta di più, ma la strada è quella giusta e va rilevata in ogni circostanza, specialmente con i nuovi arrivati.

Scusate la lunghezza dello scritto e la presenza di note ma per la natura dell'argomento trattato non ho avuto il coraggio della sintesi. Sentitevi liberi quindi di argomentare le vostre opinioni senza porvi limiti di tempo e di spazio.

Note

  1. E' il luogo in cui, anche se non scritto, è tollerato un minino di intervento originale riguardo gli approfondimenti critici su un lavoro.
  2. Perché ceduta da qualche illuminata istituzione pubblica o perché miracolosamente sugli scaffali delle librerie dei suoi contributori!
  3. @Alex brollo il metodo Lachmann? SI, ma rivisto Bédier/Timpanaro, ovvero scelta del miglior testimone di un dato testo e recensio consapevole e non meccanica!
  4. Esistono modalità di download che permettono di scaricare queste copie in formati diversi; su Wikisource, quando è disponibile, si carica sempre la migliore copia a colori.
  5. L'utente @Accurimbono ha preparato la pagina autore segnalando correttamente anche la stampa toscana.
  6. Pesanti macchie d'inchiostro, corruzione del supporto cartaceo, margini tagliati, ecc.
  7. Lo stampatore romano propone anche le forma ſs in conneſsione, grandiſsimo ecc.
  8. Altri esempi: iſtitutioni/iſtituzioni, eſercitio/eſercizio, ma in pochi casi anche conferme: riſolutione ecc.
  9. Giova qui ricordare la differenza che corre tra una ristampa e una nuova edizione: la prima è una nuova tiratura che può presentare varianti formali che non modificano i contenuti, mentre la seconda, che presenta invece varianti sostanziali, comporta la costituzione di un nuovo testo ecc.
  10. Va ribadito che in Wikisource, per i limiti su esposti, e la natura volontaria del progetto, si fa solo ed esclusivamente filologia d'autore, perché lavoriamo esclusivamente su testi approvati dagli autori e di cui esiste, qualche volta, anche più di un originale.
  11. L'archivio di parole serve anche a stabilire che sul trattamento di un dato nesso abbreviativo o soluzione di scioglimento c'è stata convergenza da parte della comunità e non può esserci più dubbio su come trattare certe grafie; una guida tecnico/pratica utile a chi affronta per la prima volta questioni filologiche.
  12. @Candalua, Alex brollo, a voler essere rigorosi neanche noi rispettiamo tutti i simboli di questo tipo di edizione, che mira a ricostruire quello che si vede su un testo: ad esempio noi ignoriamo di segnare gli a capo con la barretta verticale | o i corsivi per le lettere mancanti, o sciogliere le abbreviazioni tra (parentesi tonde) ecc. tutte cose inconciliabili con la facilità di lettura che richiede @Aubrey e la quasi totalità dei nostri lettori; avendo poi a disposizione una o più riproduzioni meccaniche di un dato testo, finirebbe per rappresentare un inutile doppione, una via di mezzo di difficile interpretazione ad uso esclusivo di lettori esperti.

--Xavier121 17:24, 4 set 2016 (CEST)