Due versi di Antonio Manussos/Il canto del soldato

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../Per l'attentato commesso a Parigi nel 1867 contro la persona di S.M. Alessandro II imperatore delle Russie

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Per l'attentato commesso a Parigi nel 1867 contro la persona di S.M. Alessandro II imperatore delle Russie Sulla tomba di Vincenzo Coco Napoletano
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IL CANTO DEL SOLDATO




Oh! se a me fosse dato mutare
     Di mia vita l’autunno in aprile,
     Le dovizie i piaceri sprezzare
     Io saprei della terra purchè,
     Mi fidasse una spada un fucile,
     6La mia Patria, l’amato mio Re! —

Fui soldato, e lo sono tuttora:
     Questa è gloria che mai non si spegne!
     Sulla fronte abbronzita l’aurora
     Mille volte il suo bacio lasciò: —
     Ho diffeso di Marco l’insegne,
     12Per la Croce or morire saprò.

Il mio cuore di gioia sorrise
     Sempre in faccia al periglio, alla morte:
     Solo piansi allorchè mi divise
     Dal compagno il destino crudel,
     Che alla mischia pugnando da forte,
     18Lo raccolse la gloria in suo vel!

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Rispettare dovria la mitraglia
     Del valente l’impavido petto! —
     Ma l’eroe che caduto è in battaglia
     Per la Patria, morire non può! —
     Vive in Ciel, fra gli eletti è l’eletto;
     24Veglia in terra la Patria che amò.

Sul terreno che caldo e bagnato
     Era ancora dal sangue dei prodi,
     Quante volte posando ho sognato
     La Vittoria sorridermi in cor! —
     E fra i canti gli amplessi e le lodi,
     30A guidarmi il desio dell’onor!

Oh! potessi dal tempo che fugge
     La fiorita stagion ripigliarmi;
     Da quell’onda che tutto distrugge
     Cacciar fuori dei sogni l’età!
     Il mio mondo sarebbe fra l’armi,
     36Il mio nume saria Libertà!