Fiore di virtù/VII

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Capitolo VII. Della virtù della pace appropriata al castoro

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Anonimo - Fiore di virtù (XIV secolo)
Capitolo VII. Della virtù della pace appropriata al castoro
VI VIII


Pace, secondo Santo Bernardo, si è purità di mente, semplicità di core, riposamento d’animo, legame d’amore e compagnia di carità: e puossi la pace appropriare al castoro. Isaia profeta dice: Le malvage persone non potrebbono mai avere pace. Santo Isidoro dice: L’uomo che ’n pace trae sicura vita, non può mai avere poco. Barbarico dice: La pace è sopra tutto le ricchezze e grandezze del mondo. Plato dice: Abbi pace colla virtù, e con gli vizj guerra. Cesare dice: Quando duo nemici sono iguali di possanza, allora è buono ragionare di pace; chè se l’uno può soperchiare l’altro, mai non s’accordano bene insieme. Cristo disse agli Apostoli: Io vi do la pace mia, e vi lascio la pace mia. Aristotile dice: Chi conosce la pace mai non arà a mente la guerra. Della pace si legge nelle storie romane, che fu un grande Barone ch’avea nome Ipolito, e avea guerra con un Conte ch’avea nome Lostigo, e avea morto suo padre; e ogni dì guerreggiavano insieme. E vedendo Ipolito la briga de’ suoi suggetti, che non era quasi vile ragazzo che ’l non convenisse ridottare, si si levò una notte solo, e si andò al castello del suo nemico, e chiamò alla porta, e disse: Apri, che sono Ipolito. Allora le guardie si feciono gran meraviglia, e corsono a dirlo al loro signore; e Lostigo udendo ch’egli era senza arme, ed era solo, si gli fece aprire la porta; e, com’egli fu dentro, si corse a abbracciare il suo nimico Lostigo, e disse: O dolcissimo fratello mio, io ti domando perdonanza di ciò ch’io t’offesi mai; ch’io per me ti perdono tutto ciò che tu m’hai fatto; ch’io voglio innanzi la tua signoria, che quella de’ miei fanti. Allora Lostigo si mise una coreggia al collo, cioè alla gola, e gittòglisi a’ piedi piangendo; e così fece pace di quelle offensioni che mai s’aveano fatte; nè da poi non furono mai fratelli che tanto s’amassono quanto feciono eglino.