Gazzetta Musicale di Milano, 1847

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Autori vari 1847 Indice:Gazzetta Musicale di Milano, 1847.djvu Gazzetta Musicale di Milano Gazzetta Musicale di Milano, 1847 Intestazione 17 febbraio 2021 50% Da definire

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[p. 1 modifica]GAZZETTA MUSICALE di Milano ANNO VI - N. 1 Si pubblica un numero di otto pagine ogni domenica. — Nel corso dell’anno si danno ai signori Associati 200 pagine di musica circa, cioè: Antologia Classica Musicale. 1.° Messa di Palestrina, così detta di Papa Marcello. - 2.° Quartetto in sol minore per Pianoforte, Violino, Viola e Violoncello, di Mozart. - 3.° La serva padrona. - Intermezzi due di Pergolesi. 4° - Ouverture di Coriolano di Beethoven. - Parecchi de’ migliori pezzi, vocali, ovvero strumentali, de’ più apprezzati compositori moderni. Inoltre i Figurini di uno spartito almeno.

COLLABORATORI M.° Balbi - Battaglia -M.° Bercanovich - Pr. Bigiiani- Bon M.° Boucheron.- Dott. Calvi. - M.° Cornali.- Cambiasi - Avv. Casamorata - Cattaneo - M.° De La Fage. - M.° Gambini - Dott. Lichtenthal - M.° Manna. - Pr. Mazzucato - M.° Cav. Pacini.-M.° Perotti-Piazza. - M.° Picchi. - M.° Picchianti - M.° Rossi. - Dott. Torelli. - M.° Torrigiani. - Vitali. - Zuculi, ecc., ecc. Il prezzo dell'associazione alla Gazzetta e all'Antologia Classica, alle altre inedite pubblicazioni musicali ed ai Figurini, per un anno è di effett. A. L. 24 e di effett. A. L. 28 affrancato il tutto di porto fino ai confini della Monarchia Austriaca. - La metà per un semestre: avvertendo che l’abbonato semestrale non ha diritto che al solo Giornale, senza la musica e senza Figurini. Le associazioni si ricevono in Milano presso l'Ufficio della Gazzetta contrada degli Omenoni num. 1720, e nelle sale sotto il portico di fianco all'I.R. Teatro alla Scala; all'estero presso i principali negozianti di musica e presso gli Uffici postali.


La plus grande plaie, de. l’art est dans ces artistes qui ont commencé par faire de leur talent l'instrument de leur réputation, et qui finissent par faire de leur reputaition l’instrument de leur fortune; qui pour être quelque chose en face de leurs contemporains, s'annihilent aux yeux de la postérité: artistes indignes et dégradés, qui font de leur génie ce que ces créatures qu’on voit errer à la lueur des réverbères font de leur beauté, qui comprennent l’art à la manière dont ces femmes sans nom comprennent l’amour. D’Ortigue


SOMMARIO — I. I. R. Teatro alla Scala. Attila (T.). — II. Un manoscritto dell'organista del Bucine (Picchianti). — III. Orazj e Curiazj. — IV. Gazzettino settimanale di Milano. — V. Carteggio Particolare. Madrid, Parma, Torino, Vienna. - VI. Notizie - VII. Altre cose.Appendice. Cronaca (Piazza).

AVVISO


{Indentatura|testo=I signori Associati che non rispingeranno il foglio d’oggi, e che non manifesteranno nulla in contrario, saranno ritenuti inscritti per tutto l'anno 1847.}}

I.R. TTEATRO ALLA SCALA

ATTILA

DI

G. VERDI


La sera del 26 Dicembre.


V'hanno in musica, come in ogn’altra arte, due guise, due vie distinte, che costeggiandosi, ma serpeggiando ciascuna secondo il proprio capriccio, conducono via via ad uno stesso scopo, allo scopo della bellezza. L’una, vaga fra mille ambagi, sale, discende, sormonta scogli: l’altra si stende piana e maestosa e si sciorina quasi un’ampia benda bianca sopra un suolo unito e senza macchia. Chi va per quella via va alla bellezza polveroso e trapelante: chi per questa non si stanca dal viaggio, e giunge alla


APPENDICE

CRONACA

(Continuazione e fine. Vedi Anno V, N. 52).

— Il marchese di Faberino, oriondo spagnuolo, ha dato lo scorso autunno una splendida festa da ballo alla quale intervennero tutte le così dette notabilità aristocratiche, cittadine, letterarie ed artistiche della città di suo domicilio. Fra gl’invitati notavasi la contessa di Varvegno, ottima donna, quasi ottuagenaria, che ha danzato il minuetto a Parigi, per quanto assicurasi, col figlio di Luigi XV, e le cui opinioni e abitudini respirano ancora quell’antico e olezzante profumo di buona compagnia che l'odore ammorbante dei cigaro va distruggendo ogni giorno fra noi. Ella condusse con sè la giovane sua nipote Annetta, uscita poche settimane prima di collegio, che dicesi bella, ricca di pingue fortuna e unica superstite di un’illustre prosapia. La zia e la nipote avevano pensato dì e notte a questa prima presentazione come ad un trionfo a cui l’una e l’altra dovevano partecipare. Oltracciò, si sperava di trovare alla ricca orfana un marito, ma un marito nobile e facoltoso, chiaro nel mondo e distinto; la giovane pure se lo figurava fornito di tutte le doti che rendono un uomo accetto in società, e la vecchia zia vi farneticava sopra ancor più della nipote. Comprenderete facilmente che con simili disposizioni nulla fu trascurato per far risaltare vantaggiosamente la bella, la ricchezza e lo splendore della debuttante. Giunta la sera cotanto desiderata, Annetta, bella e leggiera come un angelo di Rafaello, entrò con la vecchia matrona nella sala della festa, in mezzo alla luce, ai profumi ed ai fiori, simile alla figlia prediletta di una fata benefattrice; un rumore generale di ammirazione annunziò in breve la sua vittoria. I ballerini le si precipitarono intorno in folla, e nella mollezza delle quadriglie, nei giri voluttuosi del valzer e nei passi mezzo grotteschi della polka, il cuore della tenera Annetta non rimase per molto tempo irresoluto. Ei cadde ben presto in potere di un bel giovane dai mustacchi neri, dal guardo malinconico, seducente per gentilezza di modi e per grazia di pa


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Indice Anno Sesto - 1847