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I Epistola di San Paolo a' Corinti (Diodati 1821)/capitolo 5

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Il fornicatore castigato a ravvedimento.

5
  DEL tutto si ode che vi è fra voi fornicazione[1]; e tal fornicazione, che non

pur fra i Gentili è nominata, cioè, che alcuno si tien la moglie del padre[2].

2  E pure ancora voi siete gonfi, e più tosto non avete fatto cordoglio[3], acciocchè colui che ha commesso questo fatto fosse tolto del mezzo di voi.

3  Conciossiachè io, come assente del corpo, ma presente dello spirito[4], abbia già giudicato, come presente, che colui che ha commesso ciò in questa maniera;

4  (Voi, e lo spirito mio essendo raunati nel nome del nostro Signor Gesù Cristo, con la podestà del Signor nostro Gesù Cristo[5]);

5  Che il tale, dico, sia dato in mano di Satana[6], alla perdizion della carne, acciocchè lo spirito sia salvato nel giorno del Signor Gesù.

6  Il vostro vanto non è buono; non sapete voi che un poco di lievito levita tutta la pasta[7]?

7  Purgate adunque il vecchio lievito, acciocchè siate nuova pasta, secondo che siete senza lievito; poichè la nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata per noi[8].

8  Perciò facciam la festa, non con vecchio lievito[9], nè con lievito di malvagità, e di nequizia, ma con azzimi di sincerità, e di verità.

9  Io vi ho scritto in quell’epistola che voi non vi mescoliate co’ fornicatori[10];

10  Non però del tutto co’ fornicatori di questo secolo, o con gli avari, o co’ rapaci, o con gl’idolatri; perciocchè altrimenti vi converrebbe uscire del mondo[11].

11  Ma ora, ecco coloro co’ quali vi ho scritto che non vi mescoliate, cioè, che se alcuno, che si nomina fratello, è o fornicatore, o avaro, o idolatra, o ubbriaco, o maldicente, o rapace, non pur mangiate con un tale[12].

12  Perciocchè che ho io da far di giudicar que’ di fuori? non giudicate voi que’ di dentro[13]?

13  Or Iddio giudica que’ di fuori; ma togliete il malvagio d’infra voi stessi.