Il cavallarizzo/Libro 1/Capitolo 23

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Cap. 23. Come deve essere lo stallone.


Presuppongo fin qui havervi detto assai bastevolmente tutto quello, che vi po’ far conoscere un bello; & bon cavallo; si da servirsene in tutte le cose pertinenti al cavalliero; come anco per volerlo mettere alla razza. Percioche havendovi io ragionato lungamente della natura, della forma, del colore, del merito, & in particolare de gl’occhi, dell’età & d’alcuni segni, che dimostrano il valore & vitio nel cervello. Per le quai cose tutte non solamente si pò far scelta de i cavalli boni da i rei, de i belli da’ brutti, & de’ vecchi da’ giovani; ma ancora si potrebbe facilmente senza altro conoscere qual fusse bono per far razza in quanto alle parti suddette: nondimeno parmi conveniente cosa hora dirvi anco più in particolare che quando vorrete elleggere un cavallo per razza, debbiate ben avertire di che età sia, di qual paese, di che colore, come è segnato: che occhi habbia, che valore sia il suo, che vaghezza, & fattezza apporti seco, & di che merito & virtù sia; & tutto questo potrete agevolmente conoscere per quello, che fin qui vi è stato detto. Ma di più aggiungeteli ancora che lo stallone deve essere di mezzana grandezza secondo Varone, il quale in questo luogo mi piace più che altro autore che sia. Et se pur le cavalle, alle quali lo havete à dare saranno grandi, quello anco eleggete di corpo grande, ma solido & duro; perche la solidezza del corpo dimostra gagliardezza assai. Ma venendo al particolare vi dico; & questo vi servirà anco in comprare, & considerare ogni altro cavallo che devete calarvi la beretta davanti à gl’occhi & considerarlo dall’unghie principalmente lequali deveno essere negre, liscie, dure, grandi, ritonde, & concave, & bene aperte & rilevate ne i calcagni. Le gambe deveno essere asciutte, & nervose, non grosse, ne sottile, le spalle ampie, piene di carne, moscolose, così anco il petto, & tutto il resto del corpo, deve essere di carne densa, & muscolosa, & per questo quasi nodoso con apparentia [p. 36r modifica]delle vene da per tutto, eccetto che nelle gambe. Vol havere oltra di questo i lati lunghi, & i lombi rottondi, & convenienti; l’anche & le natiche vogliono essere anch’esse rottonde piene di carne dentro & fuori, & che siano grandi. Ma risguardandosi più minutamente alla sua bellezza, habbi il capo picciolo & secco in modo, che la pelle sia quasi una cosa medesima con l’osso. L’orecchie picciole, & acute ristrette insieme. Gl’occhi grandi, neri, netti; & posti infuora; le narici aperte, gonfie & grandi, mascelle gracili, sottili, & secche, la bocca ugualmente da ogni banda squarciata; il collo lunghetto, & inarcato che vadi à perdersi appresso al capo con l’inarcatura sottile; ma di sotto vol esser pieno. Il garrese acuto, la schena curta & piana. Le coste come di bove, i crini lunghi spessi, & quasi crespi, & la coda anco deve essere lungha, folta, & quasi crespa. Sono ritornato à dire tutto questo, accioche meglio mandiate alla memoria le parti non solo, che si richiegono ad un stallon perfetto; ma ad ogni bello & bon cavallo. Hor poi che lo havete eletto in questo modo, devete avertire che sia giovine, ma non poledro; percioche se fosse vecchio farebbe i figli deboli & malenconici, si com’egli per la vecchiezza è fatto debole, & malenconico; & lo stallone molto giovine per non haver le sue forze compite farebbe effetto quasi simile: & se bene non facesse i figli così malenconici gli farebbe però mal creati, instabili, & di poche forze, atti facilmente à patire molte infirmità; & massime nelle gambe, ne i lombi, & anco ne gl’occhi. Che il caval vecchio non sia bono per stallone, Virgilio ne fa fede quando dice che devemo perdonare alla sua vecchiezza; ma non però tenerlo in casa per quest’officio; & soggiunge la ragione con questi versi.

Frigidus in Venerem serior frustraq; laborem
Ingratum trahit; & si quando ad prelia ventu n est.
Ut quondam in stipulis magnus fine viribus ignis
Incessum fuerit.

Che vol dire.

Di Venere ne gl’atti è freddo il vecchio,
E inutilmente s’affatica in quelli.
Et se in guerra amorosa entra tal’hora,
Come gran fuoco fa in le stoppie ardente,
Per mancar di vigor, di nudrimento
Mena furor indarno.

Et à questi stalloni vecchi, ò cavalli, che si vogliano per stalloni, si potrebbe dire quel che si suol dir di certi homini vecchi arditi, ancor innamorati, che tengon le salas quebradas el pico sano, che non vol dir in Italiano se non che tali homini, & cotali cavalli hanno la volontà sana, & accesa, ma le forze deboli & inferme. Deve adunque essere lo stallone di età non minore di sett’anni [p. 36v modifica]accioche habbi tutte le sue forze compite, ne maggior di dodici, accioche non caschi ne gl’errori sudetti, & in molt’altri mancamenti & diffetti, che seco porta la vecchiezza. Hor poi, che lo havrete eletto in questo modo, ne farete esperienza per certificarvi se gli sarà utile & bono à procreare & à montare: avicinandolo prima à una cavalla, & vedendo che facci quei motivi che deve; che sono l’annitrir spesso, il batter de’ piedi in terra, il non poter star fermo, & l’armarsi di sotto; lo lasciarete montare, & nel fin del fatto farete raccogliere in panno di lana ò di limo un poco del suo seme, il quale se vedrete che si sparga & non sia viscoso sarà segno che tal cavallo non è bono per stallone; ma per il contrario se è viscoso, & resta in se unito di modo, che non patisca distrattione, ne spargimento alcuno, dimostra chiaramente egli essere stallone utilissimo. Et notate che il seme humido acquoso assai & freddo non ingenera; & se pur genera, genera femina più presto, che maschio, debole, & languida. Il seme troppo caldo, & denso, quasi sempre genera, & genera maschio; se però la cavalla à cui è dato sarà di conveniente temperatura in riceverlo, & non eccederà in esser troppo fredda di complessione, ne troppo calda. Hor il stallone oltra questo deve essere senza vitio alcuno dell’animo, & senza diffetto di gambe, di piedi, d’occhi, di lombi, & di schena. Et massime deve esser forte nelle parti di dietro, sopra le quali ha à fare il suo sforzo nella monta. I vitij dell’animo, & moltissimi diffetti del corpo si traffondeno ne gl’heredi; et però et questi et quelli si deveno schivare, Deve essere anco ben disciplinato, percioche la disciplina & costumi paterni hanno gran forza nè figlioli. Et veramente che grand’enfasi ha quel proverbio, & fu molto ben considerato; & non solo ne gl’homini, ma nel resto de gl’altri animanti ancora, che dice che se non conosci il padre risguarda il figlio. Volendo inferire che tal fu il padre quale è il figliuolo; dico che questo proverbio ha gran forza, & che nel più, è sempre vero, come anco sono sempre vere le conclusioni & regole generali per lo più; le quali se ben falliscono alcuna volta, non però resta, che communemente non siano così verissime, di modo che non darete mai cavallo vitioso, & diffettoso, & indisciplinato alla monta per stallone. Et annotate che se vorrete cavalli da guerra della nostra razza, devete eleggere stallone di quella sorte, che à cavallo da guerra si apartiene, se da maneggio il simile. Et come disiderate che vi nascano li poledri, così dovete eleggere il padre, & le madri; la onde molto s’ingannano quelli, che confondeno ogni cosa, stando al sol beneficio di natura, non curandosi, ò per più vero dire, non sapendo come s’habbia à fare, che una razza faccia cavalli & da guerra, & da correre, & da maneggio. Ma questo ben lo insegna anco Virgilio pur nella sua agricoltura, dove vuole che oltra à tutte le cose suddette; il cavallo sia [p. 37r modifica]stato anco in guerra, & che si vanti di haver più volte rotto gl’inimici, & posto in fuga; perche non è dubbio alcuno, che così essendo, sarà ancora di più ardito, & fier animo, & più forte al correre, et atto à procreare i figlioli simili à se, i quali poi saranno anch’essi attissimi à tutto questo, & à tolerare ogni fatica. Alcuni vogliono che il cavallo possi generare di tre anni, et anco di due, & esser bono à tal ufficio fin a’ venti, la femina di due anni pò impregnarsi, ma dipoi li dieci, gli heredi non saranno, dicono costoro, così robusti destri, & coraggiosi, ma più deboli innetti & pegri. Nondimeno io direi che la cavala anco per fin’ alli dodici compiti generasse, & partorisse gl’heredi bonissimi. Genera il maschio fin’alli trenta tre anni, quando però sia governato come si deve, secondo che vole Columella. Et Aristotile vole, che generi fin’alli quaranta, adducendo l’essempio del cavallo Opuntio, che generò fin’à tal tempo gagliardamente. Lasciarò di addurre altro essempio moderno; che già potrei di molti dire, ma questo basti.