Il materialismo storico e la sociologia generale/III

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III. La sociologia generale umana. Rapporti e serie de' fenomeni sociali umani

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III. La sociologia generale umana. Rapporti e serie de' fenomeni sociali umani
II III - I fenomeni economici


Il problema dei rapporti doveva presentarsi a chi avesse già riconosciuto le fondamentalità del fenomeno economico, se non altro in questa forma generica: la stessa relazione di più o meno fondamentale ch’esiste tra l’economia da una parte, e tutte le soprastrutture e gli epifenomeni, dall’altra, non esiste forse eziandio tra ciascuno di questi e i rimanenti? Ma i più non si sono limitati al compito di dimostrare, sin dov’era possibile, la fondamentalità del fattore economico: essi han guardato i fenomeni che si sovrappongono all’economia (epifenomeni) con lo stesso occhio con cui i confusionisti avevano considerato tutti quanti i fatti sociali; come se giacessero alla rinfusa in un solo piano e reciprocamente e indifferentemente operassero tra di loro. Così si è trasformato ciò che era soltanto una grandissima lacuna in un grandissimo errore, pretendendosi di spiegare qualsiasi fenomeno sociale col solo fenomeno economico, e le sue variazioni con le sole variazioni del fenomeno economico. Infatti, chiamando A l’economia, B e C due altri fenomeni sociali, se veramente B e C stavano ad eguale distanza dalla loro causa comune A, come effetti collaterali, senz’alcun rapporto determinato tra di loro; ne veniva che ciascuno di essi poteva spiegarsi col solo A e le sue variazioni con le sole variazioni di A, salvo i piccoli e reciproci influssi. Ma se — com’è il caso reale — tra B e C vi è un rapporto determinato se cioè B contribuisce alla produzione di C o, se non altro, è più urgente di lui; a spiegare C, o almeno le sue variazioni, sarà necessario tener conto anche di B o almeno delle sue variazioni; onde la spiegazione data col solo A sarà inevitabilmente difettosa od erronea.

Debbo dire ad onor del vero che non tutti son caduti in questo errore.

Così Antonio Labriola ha dichiarato esplicitamente che il Materialismo storico non è un sistema di dottrine, ma un metodo1, un filo conduttore nel labirinto della storia; il che non escludeva che vi potessero essere altri fili, di decrescente generalità. E vi è stato persino chi ha riconosciuto la possibilità di una serie dei fenomeni sociali, ed ha tentato stabilirla in generale: Guglielmo de Greef. Se il suo tentativo, fatto 25 anni or sono e perciò mirabile, non riuscì, secondo noi, ciò avvenne perché l’illustre pensatore fu costretto ad affidarsi esclusivamente alla ricerca empirica. Ora la determinazione della serie dei fenomeni sociali non poteva essere il risultato dell’empirismo, ma di una precedente ricerca deduttiva–induttiva su tutti i rapporti causali e non causali, che intercedono tra le attività dell’uomo sociale, e quindi tra i fenomeni sociali che ne risultano; in altri termini presupponeva la posizione e la soluzione del problema più fondamentale della sociologia umana.

È questa la via che abbiamo seguito in continuazione di quella che avevamo battuto nella Sociologia zoologica, ed abbiamo veduto innanzi tutto che ciascuna delle attività dell’uomo sociale e quindi ciascuno dei fenomeni sociali è legato ai rimanenti, dai seguenti rapporti, causali e non causali, o da qualcuno di essi (quando i rimanenti rapporti sono assenti):

a) rapporto casuale di condizionante a condizionato. Es. la produzione economica e l’eccedenza de’ prodotti sul consumo necessario ai lavoratori fu sempre la condizione preesistente e indispensabile perché si differenziassero le altre strutture sociali, i guerrieri, i giudici, i governanti, per la semplicissima ragione che questi dovevano essere mantenuti coi prodotti del lavoro economico;

b) rapporto causale di fine a mezzo. Un’attività dell’uomo sociale può servire di mezzo per conservare o completare od accrescere l’efficacia di un’altra o i beni che quest’altra tende a produrre; e così pure una struttura od un’attività sociale può tendere a conservare o completare od accrescere l’opera di un’altra, ossia giovare a quest’altra. In tal caso essa, dipenderà teleogicamente da questa. Così all’attività economica dell’individuo ed alla più completa soddisfazione dei suoi bisogni economici, tutte le altre sue attività possono servire di mezzi; ed alla struttura economica delle società si adattano e giovano tutte le altre strutture sociali. Ma anche le rimanenti attività e strutture sono teleogicamente legate. Così, per esempio, alla conservazione dei beni economici e familiari potentissimo mezzo è stata l’attività giuridica; ed alla struttura economica e genetica del gruppo sociale si è adattato ed è stato utile l’apparecchio giudiziario. Ma alla sua volta l’attività politica e la struttura politica, in quanto regola anche il diritto economico e familiare, gli giova e lo presuppone;

c) rapporto genetico;

d) rapporto di più a meno urgente;

e) rapporto di meno a più generale.

Per immediata conseguenza di tali rapporti, anche le attività dell’uomo sociale ed i fenomeni sociali che ne risultano, formano una serie, i cui termini non si possono invertire:

Economia. Famiglia e parentela. Diritto. Guerra. Politica. Morale. Religione. Arte. Scienza.

Sarebbe ora prezzo dell’opera esporre la prova deduttiva e induttiva di questi rapporti e di questa serie, almeno sino al punto in cui vedesi apparire quel fenomeno che dovrà formare oggetto del corso di questo anno (politica). La ristrettezza del tempo mi costringe però a limitarmi a qualche considerazione rapida, ma evidente, ed a pochi fatti, ma decisivi e tali che io non debba indugiarmi un solo istante a criticarne le fonti, come quelli che sono concordemente attestati dagli osservatori ed accettati dai sociologi.


Note

  1. Così pure Benedetto Croce.


Indice del capitolo III.