Il milione (Pagani, 1827)/Il Milione di Marco Polo, Testo della Crusca/3

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3. Come il Gran Can mandò Messer Piccola, e il fratello ambasciadori a Roma al Papa de’ Cristiani, e come arrivarono per quelli cammini

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3. Come il Gran Can mandò Messer Piccola, e il fratello ambasciadori a Roma al Papa de’ Cristiani, e come arrivarono per quelli cammini
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[p. 4 modifica]3. come il gran can mandò messer niccola, e il fratello ambasciadori a roma al papa de’ cristiani, e come arrivarono per quelli cammini.

Imposte queste imbasciate il Gran Can fe fare una tavola d’oro, nella quale fe scrivere, ch’egli comandava a tutta la gente della sua signoria, per la quale passassero li suoi tre ambasciatori, che dovessono provedere a tutte quelle cose, che bisognassero loro di vittuaglia sanza danari. E così feciono di terra in terra. E quando i due fratelli e messer Ghalghatal (1) furono apparecchiati, tolsono commiato dal signore, e montarono a cavallo, e presono loro viaggio. Ed essendo dilungati venti giornate, il barone Tartaro infermò , sicchè messer Niccola, e messer Maffeo lo lasciarono in una città (2) e andarono al loro viaggio. E in tutti luoghi, dove mostravano la tavola dell’oro, erano ubbiditi secondo i loro comandamenti. E tanto cavalcarono che giunsono alla Chiazza (3), e penarono due anni (4) a giugnere per lo gran viaggio e mali tempi e gran fiumi, che convenìa di aspettare tempo da passare. E dalla Chiazza si partirò e vennono in Acri a mezzo Aprile (5), e trovarono che il Papa era morto, il quale avea nome Papa Clemente; di che eglino andarono a uno gran cherico da Piagenza, il quale era legato per la Chiesa di Roma nelle parti di Oltremare (6) e avea nome messer Tibaldo (7), e a lui fecero l’ambasciata del Gran Can. E il detto legato l’udì volentieri quelle novelle, e diè loro per consiglio che aspettassono tanto, che fosse fatto uno Papa, e a lui facessono la loro ambasciata. Allora i duo Fratelli (8) si partiro d’Acri, e vennono a Negroponte, e da Negroponte a Vinegia a vedere le loro famiglie. E giugendo a Vinegia messer Niccola trovò che la donna sua era morta, e erane rimaso uno fanciullo (9) il quale avea nome Marco, il quale mess. Niccola non avea [p. 5 modifica]mai veduto, perocchè non era nato quando si partì. Avea Marco già 15. anni; e questo è quello Marco (1), il quale compose questo libro. E istettono i due fratelli due anni in Vinegia, aspettando che elezione si facesse di Papa, e penandosi troppo si partirono, e andarono in Acri, e menarono con loro Marco, e poi andarono in Gerusalem per togliere dell’olio delle lampane, come avea comandato loro il Gran Can, e poi tornati in Acri al legato, e’ presono commiato da lui. Allora lo legato fe fare sue lettere per mandare al Gran Can, nelle quali rendeva testimonianza a’ detti ambasciatori. Ma l’ambasciata non era fornita, perchè la Chiesa di Roma era sanza Papa.

Varianti

[p. 4 modifica](1) Cogotal (C.Pucc.) Cogatal (C.Ricc.). (2) Che ha nome Alau (C. Pucc.) (3) A Lajas (C.Pucc.) Glaza (C. Ricc.) . (4) Tre anni (C. Pucc.) (5) Negli anni Domini 1272. (C.Pucc.). Nell’anno 1272. (C. Mag. 62. cl. XIII.). 1260. (C.Riccard.) Et joins le trent du mois d’Avril, courant 1260. (C.Bernen.). (6) D’Egitto (C. Pucc.) (7) Messer Odaldo da Piagenzia, (C.Pucc.) Thebaldus de Vice Comitibus de Placentia (C.Ricc.). (8) E udendo ciò i due fratelli pensarono in questo mezzo d’andare a Venegia a vedere loro famiglie (C. Pucc) . (9) Di quindici anni (C.Pucc.) [p. 5 modifica](1) E questo è quello messer Marco Polo di che il libro parla (C. Pucc.)