Il milione (Pagani, 1827)/Il Milione di Marco Polo, Testo della Crusca/7

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7. Come gli due Fratelli vennero al Gran Cane

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7. Come gli due Fratelli vennero al Gran Cane
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[p. 6 modifica]7. come gli due fratelli vennero (6) al gran cane.

Quando gli due fratelli, e Marco giunsero alla gran città ov’era il Gran Cane, andarono al mastro palazzo1, ov’egli era con molti baroni, e inginocchiaronsi dinanzi (7) lui, cioè al Gran Cane, e molto si umiliarono a lui2. Egli gli fece levare suso, e molto mostrò grande allegrezza, e domandò loro chi era quello giovane ch’era con loro. Disse messer Niccolò: egli è vostro uomo e mio figliuolo. Disse il Gran Cane: egli sia il bene venuto, e molto mi piace. Date ch’ebbero le carte e privilegj, che recavano dal Papa, lo Gran Cane ne fece grande allegrezza, e dimandò com’erano istati: [p. 7 modifica]rispuosero, messer, bene, dapoi che vi abbiamo trovato sano ed allegro. Quivi fu grande allegrezza della loro venuta; e quanto istettero di tempo nella corte ebbono onore piue d’altro barone.


Varianti

[p. 6 modifica](6) Giungono (C. Pucc.) - (7) a (C. Pucc.) [p. 7 modifica]

  1. La voce maestra presa nel significato di principale, fu usata da molti, e dicesi tuttora la via maestra. Ma crederei che il nostro sia stato il primo a dire maestro palazzo, per palazzo di residenza, maestra città per capitale.
  2. Umiliarsi ad alcuno per prosternarsi dinanzi ad esso, e prodigargli segni di profondo rispetto non ne allega la Crusca verun esempio. Fra Pipino tradusse: “ut autem ad regis curiam pervenerunt, ingressi ad regem praecesserunt cum reverentia maxima coram eo”. (Cod. Ricc.)