Il milione (Pagani, 1827)/Il Milione di Marco Polo, Testo della Crusca/8

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8. Come lo Gran Cane mandò Marco figliuolo di Messer Niccolò per suo messaggio

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8. Come lo Gran Cane mandò Marco figliuolo di Messer Niccolò per suo messaggio
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[p. 7 modifica]8. come lo gran cane mandò marco figliuolo di messer niccolò per suo messaggio.

Ora avenne che questo Marco figliuolo di messer Niccolò, poichè istando nella corte apparò gli costumi tarteri, e loro lingue, e loro lettere, e’ diventò uomo savio e di grande valore oltra misura. E quando lo Gran Cane vidde in questo giovane tanta bontà, mandollo per suo messaggio ad una terra, ove penò ad andare sei mesi. Lo giovane ritornò bene e saviamente, e ridisse l’ambasciata, ed altre novelle di ciò che gli domandò, perchè il giovane avea veduto altri ambasciadori tornare d’altre terre, e non sapeano dire altre novelle delle contrade fuori che l’ambasciata, egli gli avea (1) per ciò il signore per folli, e diceva, che piue amava gli diversi costumi delle terre sapere, che sapere quello perch’egli avea mandato. E Marco sappiendo questo (2), apparò bene ogni cosa pes sapere ridire al Gran Cane.


Varianti

[p. 7 modifica](1) Avuti per folli (C. Pucc.) - (2) Sicchè Marco essendo avvisato di ciò (ibid.)