Il pastor fido e il Compendio della poesia tragicomica/Appendice/III. Avvertenza dell'editore Ciotti

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III. Avvertenza dell'editore Ciotti

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Appendice - II. Altri intermezzi Nota

[p. 299 modifica] ili AVVERTENZA DELL’EDITORE CIOTTI A’ BENIGNI LETTORI. Alquanti anni innanzi che finisse il decennio del primo privilegio del Pastor fido , io, che niun altro fine ho mai avuto che d’impie- gare al diletto e comodo vostro tutte le mie fatiche, veggendo con quanto applauso sia stato ricevuto questo nobil poema, e al pari di qualunque altro onorato, non solo da tutta Italia, ma eziandio dalle straniere nazioni, che nella lor favella quasi a gara l’han trasportato, e piú oltre considerando quante volte e ’n quante guise l’ho ristampato e che per tutto ciò non ho potuto mai fare si che la mia diligenza non sia stata minore assai del concorso, ebbi pensiero di rinnovarlo in quella solenne forma, ond’egli prima, per opera del suo proprio autore, comparse al mondo. 11 che vo- lend’io fare quanto fosse per me possibile nobilmente, né sappiendo trovar vaghezza che tanto fosse degna di lui, quante sono le sue bellezze medesime, ottenni dal proprio autore (e fu ben grazia, considerato le sue molte occupazioni di non poca importanza) che riducesse in compendio la maggior parte di quelle cose, che ’n- torno al Pastor fido scrissero i duo Verati, persuadendomi senza dubbio che ciò dovesse, e a coloro che non hanno veduto mai que’ duo libri, non meno dotti che eleganti, e in generale a tutti gli studiosi delle polite lettere, riuscire opera dilettevole e fruttuosa, tanto piú avendoci egli aggiunte di molte cose non men belle che nuove alla drammatica poesia pertinenti. Giá era fatto il Compendio , e fin dall’anno 1599 fu eziandio veduto in Vinegia, in Pisa, in Fi- renze e altrove, si come molti, e specialmente la nobilissima ac- cademia della Crusca, amplissima testimonianza ne posson fare; [p. 300 modifica] e io stava giá per averlo, quando dalla cittá di Padova, fuori d’ogni aspettazione e anche d’ogni proposito per le cose in tal materia giá disputate, uscirono certi scritti (quali essi siano, giá il mondo P ha giudicato) contra il detto poema, che ritardarono il mio disegno, perciocché, veggendo l’autore in quelli «non esser cosa (riferisco le sue precise parole) che non sia frivola, falsa e dai duo Verati un pezzo fa risoluta», gli disprezzò; né degnandogli di risposta, dubitò che quest’opera potesse essere interpretata per una quasi tacita sua risposta, ond’egli apertamente me la negò. E son certo che fòra stata perduta opera il piú richiederla, se non fossero uscite le due difese, l’una del Savio e l’altra del Pescetti, colle quali essendomi paruto di aver assai onesta e comoda en- tratura a nuovamente richiederla, si bene m’adoperai e si buone ragioni gli seppi addurre, che ’1 persuasi ed ebbi il Compendio. Il quale, tutto che colla stampa del Pastor fido che ora si va fa- cendo sia destinato, nulladimeno per soddisfare al desiderio di molti nobili ingegni, che non possono piú lungamente aspettarlo e meco dello indugio si dolgono, ho voluto, quasi precursore del suo poema, mandarlo innanzi, che servirá eziandio a render la let- tura del Pastor fido tanto piú saporita quanto per ordinario le cose, che me’s’intendono, son piú care e con la ’ntesa loro vaghezza maggior diletto ci recano. Prendete dunque e gradite, lettori no- bilissimi, la fatica e opera mia, intenta sempre a giovarvi, mentre che vi s’appresta un bellissimo Pastor fido, illustrato con si vaghe e dotte annotazioni, ch’indi potrete avere in un medesimo tempo e del senso e dell’intelletto cibo al vostro fino giudizio e dilicato gusto molto proporzionato. Nostro Signor Dio vi faccia sempre contenti.