Izquierda de copia - nuovi sensi del possesso nell'era digitale/3.0 Libertà di creare, libertà di distribuire/3.1 Free Software/3.1.2 Problemi e vantaggi del software libero

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3.1.2 Problemi e vantaggi del software libero

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Pigrizia!

Il problema principale del software libero, solitamente, è la mancanza di una formazione minima degli utenti, che sono talmente abituati a certi software proprietari, alle loro interfacce e al modo di utilizzarle, che quando si trovano davanti a qualcosa di diverso ovviamente non sanno come affrontarlo.
Capita a tutti, del resto, di farsi prendere dalla pigrizia e di non “abbandonare la strada vecchia per la nuova”.
Un altro problema è che non sempre si trovano imprese disposte a distribuire il software che siano anche in grado di fornire un adeguato supporto (come l’assistenza tecnica post-vendita), il tutto con una certa qualità.

I manuali: brutti ma almeno liberi

Mancherebbero inoltre all’appello, tra i free software, programmi di nicchia, utilizzati cioè da poche persone o solo da una certa categoria di utenti, e una documentazione aggiornata e corretta. La stessa Free Software Foundation sa che quello della manualistica non sempre aggiornata è una falla nel sistema free software. Esistono manuali aggiornati e precisi, che però non sono liberi, e questa è una contraddizione della logica del free software.
La libertà dei manuali, allo stesso modo del programma, non risiede nel prezzo, ma nella possibilità di copiarli e modificarli: infatti i libri per GNU/Linux vengono venduti anche dalla stessa Free Software Foundation, e costiuiscono una parte essenziale delle entrate necessarie a far progredire il lavoro di ricerca. Ma vengono forniti come sorgente, modificabili e redistribuibili. Con i manuali sotto copyright questo non è legalmente possibile, per questo vanno contro l’etica free e non possono essere utilizzati per lo sviluppo di free software. Con un manuale libero, fornito insieme al software stesso, per il programmatore che apporta modifiche al software c’è la possibilità (e il dovere morale) di modificare anche il manuale e di redistribuirlo insieme alla nuova versione del programma. Il problema è che questo non sempre accade, e il risultato finale è appunto una documentazione poco accurata.
Per la manualistica GNU, la Free Software Foundation ha appositamente creato una licenza copyleft, la GNU FDL (GNU Free Documentation License, ovvero “licenza libera per la documentazione GNU”).
Una delle critiche mosse al software libero è che il lavoro proseguerebbe con lentezza perchè l’“organico” è formato da programmatori che sono principalmente volontari, e in quanto tali non incentivati a portare a termine in fretta un compito. Bisogna però ricordare un’altro aspetto importante del lavoro volontario: le piccole aziende che non si possono permettere di ingaggiare un programmatore, possono usufruire dei servizi della comunità del free software per migliorare i propri sistemi di gestione e di produzione.

Un lavoraccio!

Cimentarsi nella creazione di un free software significa anche cominciare una battaglia contro i colossi dell’industria di software, che -insieme al denaro- detengono anche molto potere economico, e sono quindi in grado di “mettere i bastoni tra le ruote” a modelli economici alternativi al loro. D’altro canto, un ambiente così tendente al monopolio comporta anche un alto grado di competizione, e una conseguente alta qualità dei prodotti, senza la quale l’utente non avrebbe motivo (se non quello strettamente etico) per scegliere un free software piuttosto che uno di tipo proprietario.I vantaggi legati al free software sono di tipo tecnico-qualitativo, ma i risvolti più interessanti si trovano soprattutto nel campo sociale.

Strategie fastidiose e utenti.. attenti

Spesso le case produttrici di software proprietario decidono (per strategie puramente economiche) di interrompere la produzione di un certo prodotto. L’assurda conseguenza è che l’utente si vedrà costretto, per esempio, a cambiare software perchè la nuova stampante che ha appena comprato non funziona con il “vecchio” sistema operativo! Nell’ambiente del free software questo non accade: il programma è sempre in continua evoluzione, soprattutto grazie agli utenti stessi, che -trovandosi ad utilizzare il programma ogni giorno- sono i più adatti a scovare tutti quei piccoli e grandi difetti legati al software. E’ proprio l’utente che informa il produttore di queste falle, il quale provvede a risolvere il problema molto rapidamente (ovviamente, quando possieda le conoscenze adatte, l’utente può anche modificare il programma per uso personale). Essendo il codice visibile e modificabile da tutti, da un lato è più probabile che programmatori inesperti (o esperti e malintenzionati) vi inseriscano errori e bachi, dall’altro però il continuo monitoraggio da parte di tutti permette che queste “cattive modifiche” vengano subito scoperte e riparate.

Interoperatività e vantaggi per tutti

Una “sorgente aperta” rende anche più facile sviluppare programmi che siano in grado di interoperare (ovvero di interagire tra loro e di avere formati e funzioni in comune). La possibilità di comunicazione diretta utente-produttore è una delle peculiarità più interessanti della comunità del software libero, perchè rendere un software più utile significa anche avere la possibilità di migliorare il nostro intorno sociale. I vantaggi investono tutti, anche chi non ha conoscenze informatiche. Addirittura (per cause indirette) anche chi non possiede un computer! In questo modo, il programma smette di essere qualcosa di distante e incomprensibile, un oggetto fuori dal nostro controllo, ed entra a far parte della nostra società con un ruolo più “umano”.

Nuovi modelli di pensiero

Nonostante i vantaggi pratici ed economici legati alla diffusione del software libero siano di grande rilevanza, bisogna però notare che la conseguenza più grande (e più importante a livello umano e sociale) è un’altra: il free software ha generato e reso di uso comune modelli di pensiero totalmente differenti rispetto al passato.
Ha aperto la strada a nuovi modi di creare e di distribuire le opere dell’ingegno umano (il concetto di copyleft, ad esempio, è nato proprio all’interno della comunità del free software).
Ha convinto milioni di persone che nuovi modelli economici, produttivi e distributivi sono possibili, e non a livello locale, bensì mondiale, e in ogni campo della creazione umana.
Ci ha mostrato come sia possibile creare qualcosa di utile attraverso la ritrovata cooperazione tra persone che hanno diversi obiettivi (programmatori spinti da motivi etici e aziende desiderose di migliorare la propria produzione).
Il free software ha dato il via ad una rivoluzione che comprende anche il nostro mondo di vedere il mondo, e che possiede tutte le potenzialità per cambiare le regole della società umana.

Richard Stallman (1983).
Immagine rilasciata sotto licenza GDFL