L'economia politica/Note

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Note

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IV

[p. 25 modifica](1) Dr. Albert G. Fr. Schäffle, Bau und Leben des socialen Körpers. Tubinga, 1875-78, 4 volumi. — Si paragoni l’introduzione al I. Vol. coll’Appendice finale al IV.

(2) W. Stanley Jevons, The Theorie of Political Economy. — Pref. alla 1. ed. 1871.

(3) W. Stanley Jevons, The Principles of Science, a Treatise on Logic and scientific Method. 1874 (1. ed.) — L. VI, Cap. XXXI, 12. «I question whether any scientific works which have appeared since the Principia of Newton are comparable in importance with those of Darwin and Spencer, revolutionising as they do all our views of the origin of bodily, mental, moral and social phenomena.»

(4) W. Wundt, Logik. — T. II. (1883). Pag. 27.

(5) Op. cit. — App. finale. — Stuart Mill, System of Logic. — L. VI, Cap. IX.

(6) F. Y. Edgworth, Mathematical Psychichs. 1881. — App. I. (On unnumerical Mathematics) — A. Cournot, Recherches sur les principes mathématiques de la Théorie des richesses. 1838.

(7) M. Poinsot, Réflexions sur les principes fondamentaux de la Théorie des nombres. 1845. — Pag. 5. «Les mathématiques nous offrent partout ces deux objects de speculation: d’un côté, la grandeur ou la quantité, c’est-à-dire la proportion ou la mesure des grandeurs; de l’autre, le nombre, l’ordre et la situation des choses, sans aucune idée de mesure ou de quantité. De sorte que les mathématiques, considérées de la maniére la plus générale, pourraient être définies la science qui a pour objet le nombre, l’ordre et la mesure.» - Sta bene, parmi, ad ogni modo, di averne in generale il concetto, se anche non tornasse integralmente applicabile al caso che si considera. Così pure il concetto di numero nel passo citato e alquanto più largo dell’ordinario.

(8) Matteo Pantaleoni, Principii di Economia pura. Firenze, 1889. — La nuova dottrina vi è maestrevolmente svolta, ed altresì senza alcuna esuberanza di calcolo, pur mantenendole il proprio carattere matematico, e tenendo conto dei principali studj già da altri compiuti in tale indirizzo. — Anche proponendomi di non fare della bibliografia, a proposito di un lavoro di così scarsa entità come il presente mio, non vorrei tuttavia aver l’aspetto di una volontaria dimenticanza omettendo il nome del Prof. Léon Walras, che conta di certo fra i più autorevoli cultori della nuova scuola di Economisti matematici, e i cui studj figurano metodicamente esposti nei suoi Éléments d’Économie politique pure. Losanna, 2. ed. 1889.

[p. 26 modifica](9) The Principles of Science, — L. VI, Cap. XXXI, 11. — Il num. porta per titolo: The Reign of Law in Mental and Social Phenomena, facendo seguito ad altro intitolato: Infinite Incompleteness of the Mathematical Sciences. — L’autore veniva discutendo dei massimi problemi cosmici e morali; e ciò può dar ragione a questo punto della sua peritanza; come, per altra parte, la modestia con cui assegnava alla sua opera di Economia matematica il carattere di un semplice saggio può lasciar credere che egli non si sentisse impegnato a partitamente discutere fin dove sia possibile di giungere per questa via. Così rimane per lo meno il desiderio di qualche dilucidazione. — L’Edgworth anch’esso si mostrava molto assegnato in tale riguardo: «From these considerations it may appear that our little branch of learning is in a quite rudimentary form (il nostro piccolo ramo di scienza si trova in uno stato del tutto rudimentare).» — Veggasi: On the application of Mathematics to Political Economy, nel Giornale della R. Società statistica di Londra, Dic. 1889.

(10) J. Bertrand, Calcul des Probabilités. 1888. — Cap. XIII. — Lo stesso Bertrand aveva già censurato da un egual punto di vista i lavori del Cournot e del Walras sulla Teoria matematica della Ricchezza (Journal des Savans, 1883. — Pag. 499-508). — L’Edgworth stimava si potesse rispondere. — Resta tuttavia che la questione fondamentale nei riguardi del metodo è quella anzitutto di sapere come si accertino i dati, i postulati, le leggi, e quale sia il valore delle ipotesi, donde si professa di prender le mosse; e più oltre, fino a qual punto sia richiesta o comunque utile l’applicazione che può farsi del calcolo.

(11) Della Scienza nell’Età nostra, Discorso inaugurale alla R. Università di Padova, letto il giorno 23 novembre 1873.