La donna di garbo/Lettera di dedica

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Lettera di dedica

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La donna di garbo L'autore a chi legge

[p. 419 modifica]A SUA ECCELLENZA LA NOBIL DONNA ANDRIANA DOLFIN BONFADINI.

EGLI è ben ragionevole, che la primogenita fra le mie Commedie nelV uscire (’) alla luce del mondo per mezzo della stampa, ricorra sotto la protezione dell’illustre e cospicua Dama, che prima d’ogni altra si e degnata al di lei Padre ed Autore di compartire il clementissimo suo patrocinio. Io incominciai a godere del henignissimo favor vostro, sin d’allora che V Eccellentissimo Signor Francesco Bonfadini, dignissimo vostro Sposo e mio clementissimo Benefattore, incominciava a dar saggi di sua virtù e del suo zelo per la patria nel nobile Reggimento di Chioggia, dove ho avuto V onor (2) di servire Sua Eccellenza per Coadiutore nella Cancelleria Criminale. Questa per me fu V Epoca fortunata, in cui feci il grande acquisto della protezion vostra, e dal generoso e grande animo vostro mi si conservo sempre eguale (3), A Bergamo nel 1732, nel tempo che 7 medesimo Eccellentissimo Consorte vostro sosteneva con lode distinta la gravissima Pretura di quella illustre Città, fui fatto degno di goderne i generosi effetti in qualità di fortunatissimo Ospite; ne pago ancora V animo vostro sempre benefico, (I) Diceva r ed. Bettinelli: nell’uscire per la prima volta ecc. (2) Exld. Bettinelli e Paparini: ho io riportato il grande onor ecc. (3) Così le edd. Bettinelli e Paperini: Questa per me fu V Epoca fortunata, in cui feci il grande acquisto della graziosa Protezion vostra, la quale, ancorché a motivo delle mie varie vicende, per qualche tempo non esercitata si sia rimasta, pure dal generoso e grande animo vostro mi si conservò sempre eguale, a segno che dopo lunghi errori gittata in Bergamo nel 1732, nel tempo ecc. [p. 420 modifica]favorendo il desiderio mio di girar il Mondo, mi accompagnaste Voi stessa con raccomandazione al Veneto Residente in Milano, onde fu merito del pregevolissimo vostro favore la fortuna che ho incontrata nel servir colà S. E. il Signor Orazio Bertolini, oggi elevato alla dignità luminosa di Cancellier Grande della Serenissima Repubblica (’) il quale in grazia vostra mi accolse, e mi onorò del titolo di suo Segretario. Finalmente ritornato alla Patria con animo deliberato di costantemente in essa fermarmi, ecco di nuovo fo uso dell’insigne mia fortuna, col nuovamente ricorrere sotto il manto dell’autorevole patrocinio vostro, di cui in ogni tempo mi son fatto gloria distinta. Ed infatti la protezione sublime di così Illustre Dama, quale Voi siete, adorna di tutte le più belle virtù, di animo dolce, di tratto cortese, di generosità senza pari; ricca senza superbia, grande senza fasto, virtuosa senza ostentazione; cose tutte che vagliono molto più di quelle magnifiche glorie, che dir potrei de’ Nobilissimi Maggiori vostri, perchè pregi tutti dal solo merito vostro in Voi derivati: tale protezion, dico, potrebbe a ragione rendermi soverchiamente superbo, se non comprendessi abbastanza che un tanto favore non viene in me da verun preventivo merito mio, ma è solamente un gratuito, spontaneo e generoso dono del clementissimo animo vostro. Ora però sembrami opportuno il tempo di render pubblici al Mondo, a gloria vostra e mia consolazione, tanti insigni benefìzj dalla benignissima grazia vostra ricevuti (2), col porre in fronte ad una mia Opera (3) Il riveritissimo nome di V. E. Ecco dunque che sotto così rispettabili, e per me sempre felicissimi auspicj, io dono al pubblico la mia (4) Commedia della DONNA DI GARBO (5). Jlccogliete, Nobilissima Dama, col solito favore di vostra benignissima grazia queste povere mie fatiche, e donatemi la con(I) Basti qui ricordare che questa lettera fu scritta e stampata l’anno 1750; e che Orazio Bartolini (1690-1765) celebrò V ingresso di Cancellier Grande a’ 28 nov. 1746. (2) Beltin. e Paper.: e ciò, non polendolo in altro modo, ecc. (3) Bettin.: della mia prima Opera ecc. (4) Bettin. aggiunge: prima. (5) Segue nelle edd. Bettinelli e Raperini: dal guai umilissimo allo del mio dovere verso di Voi, spero altresì di riportar io slesso un nuovo vantaggio; cioè, che il venerabile nome di V. E., dì cui rendo fregiala la mia Commedia, abbia a por freno alla lingua di qualche indiscreto Aristarco, e vaglia a operare su questa povera mia fatica niente meno di quello che operar suole sulV erbe e sulle piante il luminoso pianeta, da cui traggon esse e vita e bellezza. [p. 421 modifica]solazione dì poter sperare, che da Voi saranno qualche fiata lette con quello stesso favore, con cui le avete tante volte udite rappresentare, e donerete ad esse quel medesimo compatimento, col quale vi siete degnata per tanto tempo di riguardare il loro umilissimo Autore, il quale nuli’altro più desidera, che V onore di sempre più confermarsi Di V. E.

Umiliss. Devotiss. ed Obhligatiss. Serv. Carlo Goldoni. [p. 422 modifica]