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La ggirànnola der 34

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L'ova e 'r zalame La visita der Papa
Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1834

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LA GGIRÀNNOLA DER 34.[1]

     Ce fussi[2] a la ggirànnola jjerzera?
Ma eh? cche ffuntanoni! eh? cche scappate!
Quante bbattajjerie![3] che ccannonate!
Cristo, er monno de razzi che nun c’era!

     E la vedessi[4] quela lusce nera
Ch’usciva da le fiamme illuminate?
Nun paréveno furie scatenate
Che vvienissin’[5] a ffà nnas’e pprimiera?[6]

     E ll’Angelo[7] che stava in de l’interno
De quer fume co’ ttutto er zu’ palosso,[8]
Nun pareva un demonio de l’inferno?

     E ’r foco bbianco? e ’r foco verde? e ’r rosso?
Disce[9] che inzino a cquelli der Governo
Je parze[10] avé sti tre ccolori addosso![11]

4 aprile 1834.

Note

  1. La girandola fu incendiata [a Castel Sant’Angelo] la sera di lunedì 31 marzo 1834, seconda festa di Pasqua, al cospetto delle LL. MM. del Regno delle due Sicilie. [V. il sonetto: Er Re e la Reggina, 23 marzo 34.]
  2. Ci fosti.
  3. Le batterie sono qui dette dal popolo battaglierie.
  4. Vedesti.
  5. Venissero.
  6. Giuoco di carte, che si eseguisce in molti con gara di scommesse.
  7. La statua di S. Michele Arcangiolo. Vedine il sonetto... [Caster-Zant’Angelo, 6 genn. 32.]
  8. [Paloscio]: spada.
  9. Dicono.
  10. Parve.
  11. Pretendono alcuni male informati che il Governo in quell’adunataccia di popolo sospettasse di alcun fastidio politico.