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La promozzione nova

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L'ottobbre der 31 Er governo der temporale
Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1834

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LA PROMOZZIONE NOVA.[1]

     Che mmutino oggni mese un Tesoriere,
Questa, pse,[2] ttant’e ttanto je se passa,[3]
Perché er zegreto de spojjà la cassa
Lo sanno tutti e in tutte le maggnere.[4]

     Per un modo de dì, cquello è un mestiere
Fratèr-carnale[5] de la nebbia bbassa,
Ché, cquanno arriva, come trova lassa,[6]
E lo pò ffa cqualunque cammeriere.[7]

     Quer che dde tante teste entra in gnisuna[8]
È cch’er Governatore[9] a sto paese
S’abbi[10] d’arinnovà ccome la luna.[11]

     Nun lo vedete chiaro, ggente mie,[12]
Che nun je pò rriusscì[13] ddrent’in un mese
Nemmanco de contà ttutte le spie?

12 gennaio 1834.

Note

  1. [Nel 1832 era tesoriere monsignor Mattei, nel 33 monsignor Brignole, nel 34 monsignor Tosti.]
  2. Voce, insignificante per se stessa, che si adopera nel colloquio famigliare per indicare l’animo propenso alle concessioni.
  3. Gli si passa: gli si ammette.
  4. Maniere.
  5. Fratel-carnale: identico.
  6. Come trova, lascia. La intiera frase è un proverbio.
  7. [Perchè il titolo era: “Tesoriere generale della Reverenda Camera Apostolica.„]
  8. Quel che fra tanti niuno sa intendere.
  9. È che il Governatore ecc. [Governatore di Roma e Direttor Generale di Polizia per tutto lo Stato.] Profferendo queste parole, si deve battere e inalzare il tuono della voce sulla [seconda] o, per esprimere che su quella carica e non sulle altre cade la difficoltà.
  10. Si abbia.
  11. [Infatti, nel 1832 era Governatore monsignor Capelletti, nel 33 monsignor Grimaldi, nel 34 monsignor Ciacchi.]
  12. [Cari miei, amici miei.]
  13. Non gli può riuscire.