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La siesta del mugnaio

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Le barche di carta Sonetto
Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta Antologia provenzale/Linguadoca


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LA SIESTA DEL MUGNAIO.

Son venuti a macinare il grano da Bézac alle Mezières; mugnai e mugnaie con tutta lena hanno lavorato.

Fariboul ha il suo mulino presso il ponte della Catena: un mulino sulla Sereine, l’acqua non gli manca.

Il muletto di Fariboul, da Mazet alla Mouline, trasporta grano e farina per trenta fattorie.

Fariboul è ammogliato con la gentile Eulalia, che gli dà un esercito di eredi del suo mestiere. [p. 423 modifica]

Fariboul la notte spesso, quando tuona e l’uragano minaccia, lascia Eulalia, la sua diletta, e corre alla chiusa del mulino.

A mezzogiorno il mugnaio, sull’erba, presso la passerella, va appunto a fare la siesta all’ombra d’un noce.

Nel sonno e nel sogno un rumore d’un tratto lo turba, ed il sognatore si dice:

Ah! mio Dio, che cos’è questo rumore? la ruota dentata lancia la mola, la tramoggia trema... l’inondazione! siamo perduti!

Donde viene l’acqua, perdiana! che fa straripare la Sereine? La passerella non era piena ed il cielo era azzurro. [p. 424 modifica]

Il rumore continua senza cessare, rague, rague, e il sognatore sogna che Eulalia, poveretta, si annega col bambino.

Dormi, dormi, mugnaio, senza paura di mala ventura: come te, Eulalia riposa, allattando il piccolo Pietro.

Sapete che cosa sente Fariboul? una rossa cicala che agita le sue ali sulla cima d’un pioppo.


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Justin Bessou

(1845).

LA PRANJEIRO DEL MOULINIÈ.

Sou benguts morre lou blat
     Da Besac à Las Mazieiros;
     Mouliniès et moulinieiros.
     Fort et ferme òu trabalhat.

Fariboul a soun mouli
     Prep del poun de la Cadeno:
     Un mouli sus la Sereno,
     L’aio li manco pas-li.

Lou mulet de Fariboul,
     Dal Mazet à la Moulino,
     Carrejo blat et farino
     Per trento mases tout soul.

Fariboul es maridat
     Ambe Lali la poulido
     Que li dono uno seguido
     D’eritiès de soun estat.

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Fariboul, la nej, souben,
     Quand trono et fa niboulado,
     Quito Lali soun aimado
     Et galopo al barramen.

A miejoun, lou moulinie.
     Pel couderc de la paisieiro?
     Tout escas ba fa pranjeiro
     A l’oumbro d’un aulaniè.

Dins lou son et soumiadis,
     Lou bruj d’uno bartabèlo
     Tout un cop lou desturbèlo.
     Et lou soumiaire se dis:

Ai! moun Diu, qu’es aquel bruj?
     Lou roudet lanso la molo....
     La pasairolo tremolo.....
     L’inagassi!.... sen perduts.

D’oun be l’ago sacrobluh!
     Que fa azounda la Sereno?
     La paisieiro èro pas pleno
     Et lou cel èro tout blu.

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Lou bruj rollo sans fení:
     Rago-rago.... et lou soumiaire
     Soumio que Lali, pecaire!
     Se nègo ambe lou neni.

Dourmis, dourmis, farinel,
     Sans pòu de la malo-causo:
     Coumo tu, Lali repauso,
     En fen teta Pierrounel....

Sabès qu’auzis Fariboul?
     Uno sigale roussèlo
     Que brandis sa bartabèlo
     A la simo d’un piboul.

(S.º D.º del Rouergue)(Bagateletos).