La stazione estiva di Montepiano/X

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§ 10 — Cavarzano

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§ 10. — Cavarzano

M. 650 sul mare.

Cavarzano è un antico villaggio e appartenne fino dal 1000 ai Conti Cadolingi. Dimorava in Cavarzano quel Conte Uguccione figlio del conte Guglielmo Bulgaro che, se non fu, come alcuni storici vorrebbero, il fondatore della Badia di Montepiano, donò ad essa estese possessioni. La Chiesa (580 m. sul mare) è molto vasta e dovette essere in antico storiata a buon fresco, come si vede da taluni avanzi che tutt’ora rimangono.

V’ha un fregio al tabernacolo degli Olii Santi, in plastica robbiana, molto pregevole. A levante e poco distante dalla Chiesa, sopra il culmine del poggio, s’inalzava il castello de’ Cadolingi, i quali abbandonarono, come già avemmo a dire, questi luoghi, davanti all’ingrandirsi de’ Conti Alberti. Di qui si gode uno stupendo panorama: il Bisenzio si vede correre nell’alveo sinuoso come un filo d’argento; le vette delle montagne, i bei [p. 41 modifica]coltivati, le annose foreste, che di lassù si abbracciano con uno sguardo, rallegrano l’occhio ed il cuore.

In Cavarzano ebbe i suoi natali il 24 Aprile 1814 Casimiro Stolfi, di Domenico e di Violante Stolfi, nome caro alle lettere, come distinto filologo, e terso scrittore.

Appartenne ai Camaldolensi di S. Maria degli Angeli, scrisse di varie materie, curò le edizioni di opere importanti, qual’è quella della traduzione del Petrarca: «De remedio utriusque fortunae».

Spirò l’anima buona il 14 Agosto 1869.