Le Vite

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italiano

Vespasiano da Bisticci XV secolo L Le Vite Intestazione 2 aprile 2018 25% Da definire

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Indice


Vita di Eugenio IV P.P. p. 1 Proemio p. 26 La vita di Nicolao P.P.V. p. 32 La vita di Re Alfonso di Napoli p. 79 Opere ha fatto tradurre i' re Alfonso p. 111 Cardinale di Piacenza p. 114 Meser Antonio Viniciano, Cardinale p. 119 Cardinale di Sancta Croce p. 123 Meser Giuliano Cesarini, Cardinale di Sancto Agnolo p. 130 Cardinale di Fermo p. 152 Cardinale Niceno, greco p. 161 Cardinale di Ravenna p. 168 Cardinale di Sancto Sisto, catelano p. 174 Cardinale tedesco p. 176 Cardinale ispagnolo p. 177 Cardinale di Rieti p. 178 Cardinale di Portogallo, di stirpe reale p. 181 Cardinale di Spoleto p. 188 Cardinale di Santo Marcello p. 189 Cardinale ispagnuolo p. 190 Cardinale di Girona, spagnolo p. 192

[...]

Vita di Eugenio IV P.P.

Meser Gabriello Coldolmeri fu di poi papa Eugenio quarto, di natione viniciano, uomo di sanctissima vita et costumi. Morì il padre, sendo lui molto giovane et la- sciollo molto rico di beni temporali, in modo che, cono- sciuta di buon'ora la vanità et le miserie di questa vita, volle solvere i tenaci legami de' beni temporali delle ri- cheze di questo infelice mondo et dette per l'amor di Dio ducati venti mila. Dispensati i beni temporali, diterminò volere essere ereda de' beni eternali, et perchè questo ef- icona nota fetto seguitassi, sendo usato con meser Antonio viniciano, della casa de' Coreri, gentile uomo et di grandissima ri- putatione in fino dalla sua pueritia, che fu di poi cardi- icona nota nale di Bologna, insieme con meser Gabriello ditermino- rono renuntiare al mondo et alla sua pompa et perchè questo efetto seguitassi vollono entrare sotto il giogo del- l'ubbidientia et fecionsi frati di San Giorgio d'Alega che sono quegli che portano l'abito azurro. Entrati in questo luogo, attesono a farsi perfetti nella vita spirituale, meten- dosi a fare ogni cosa, come gli altri, con grandissima umiltà. Aveva papa Eugenio bonissima notitia della lin- gua latina, et meser Antonio il simile, et andando a tutte l'ore di dì et di notte, non perdeva mai punto di tempo, o dire l'uficio o legere o orare o scrivere, essendo buono scrittore, per ocupare il tempo quanto egli poteva. Iscris- se di sua mano uno breviario, in sul quale diceva l'uficio di poi che fu pontefice. Istando a questo modo in que- icona nota sto munistero di San Giorgio, et uscendo ogni dì la fama delle loro singular virtù, in ogni munistero d'Oservanti sempre istà, oltre al portinaio, uno di frati, secondo le lo- ro constitutioni, chi un dì, et di quegli luoghi ci sono che vi stanno una setimana per rispondere a' forestieri che vengono al munistero, e ricevergli. Sendo meser Gabriel- lo alla porta del munistero per quello gli toccava a stare, venne a pichiare l'uscio uno religioso, con abito come d'uno eremita. Entrato nel chiostro dello munistero, meser Ga- briello secondo la consuetudine lo prese per la mano, et ricevello con grandissima carità, et andorono, secondo la consuetudine loro in chiesa a fare orationi. Tornati di chiesa et andando per lo chiostro, questo eremita si volse a meser Gabriello, predissegli la eletione del pontifica- icona nota to. Di poi ebono parlato alquanto insieme, gli disse: «Voi sarete fatto cardinale, et di poi papa, et nel vostro ponti- ficato arete di molte aversità, seguiterete il decimo ottavo anno del vostro pontificato, di poi vi morete». Detto questo, prese licentia da meser Gabriello, et partissi, et mai più lo rivide, nè seppe chi egli si fussi. Questo diceva ispesso papa Eugenio a chi lo voleva udire, et per dar fede a questo indovino, nel concilio di Basilea fu uno degli articoli gli forono contro. Non icona nota passò molto tempo che fu fatto papa Gregorio della casa de' Coreri, viniciano, uomo di grandissima autorità, et icona nota zio di meser Antonio, compagno di meser Gabriello. Fat- to papa, subito fece pensiero volere che meser Antonio suo nipote fussi cardinale, ch'era, come è detto, in San Giorgio d'Aliga. Richiedendolo el papa per volerlo fare cardinale, disse non volere essere, se la sua Sanctità non faceva meser Gabriello, col quale egli s'era allevato et fattosi religioso. Fu contento papa Gregorio che fussi in- sieme con meser Antonio, et così fu fatto cardinale da icona nota papa Gregorio. Fatto cardinale, istette papa Gregorio non molto nel pontificato, e venne papa Alexandro, e di poi papa Ianni, seguitò Martino. Non passò molto tem- po che papa Martino faceva meser Gabriello legato di Bo- logna, dove si portò benissimo. Morto di poi papa Martino, avendosi a elegere nuo- vo pontefice, fu eletto papa Eugenio, et ebbe co' Romani, che sono uomini iscandalosi, diferenza. Et non era de' pri- mi pontefici, a' quali eglino avevano fatto il simile, ven- nono in tanta iniquità, che gli vollono metere le mani icona nota adosso, et incarcerarlo. Avendo inteso da' sua amici, si cavò l'abito ponteficale, et misesi indosso una cappa d'uno frate, et andandosene a uno porto, che lo chiamano Ripa, entrò in sur uno legno, et fessi coprire co' targoni, per- chè i Romani non lo conoscessino. Vennono in tanta ini- quità che lo seguitorono, et non potendo pigliarlo come volevano, saetorono nella galea et se non fussi che, come è detto, l'avevano coperto, l'arebono morto. Volendosi

icona nota fugire il vicecancelliere suo nipote, lo presono, et me- sollo in prigione, dove lo tenono circa di dua anni. Mon- tato papa Eugenio in su questo legno, se ne venne in porto pisano sanza nulla, se non la sua persona propria. Giunto a Pisa, si rivestì et missesi in punto, et da' Fio- rentini gli fu fatto grandissimo onore, et diterminò veni- re a starsi a Firenze, parendogli luogo acomodatissimo per la corte; ordinosi di fargli grandissimo onore. Vennevi icona nota nell'anno millequatrocento trentatrè, entrò in Firenze del mese di giugno del detto anno, et fugli fatto grandissimo onore, tutti i citadini principali della città gli andorono incontro, parte a Pisa et altri per la via. Venendo da icona nota Pisa, si posò al luogo d'Agnolo di Filippo Pandolfini, et stette quivi tanto, si metessi in punto l'onoranza sua, che fu cosa mirabile a vedere; tutti e' cavalleri et principali della città andorono di poi a Signa, et acompagnorolo in sino a Firenze con tutta la pompa ecclesiastica, secondo il costume de' pontefici, et più, se più si poteva. Era la città in questo tempo copiosa d'asai cittadini di riputa- tione. Venuto il papa in Firenze, gli fu data la stanza in Sancta Maria Novella, ornatissima quanto dire si potessi. icona nota Aveva in questo tempo perduto gran parte dello Stato della Chiesa, il quale in brieve poi lo raquistò. Sendo in Firenze in questo anno del trentatrè, venne il trenta- quatro del mese di setembre. A dì otto si prese l'arme icona nota per i principali citadini dubitando ch' e' Signori ch'era- no, non mutassino lo stato. Sendo venuto in piaza, et presa la piaza, papa Eugenio, come segnore che volentie- ri entrava di mezo tra i diferenti, come era suo uficio, sendo ancora pregato et dalla Signoria et da altri citadini che desideravano l'arme si posasi sanza iscandalo, mandò per questo il patriarca de' Vitelleschi, cardinale, che per icona nota sua parte dicesse a quegli capi principali che andassino al papa, ch'egli aconcerebe le loro diferenze. Andando a buona fede il papa, et chi aveva l'arme nelle mani, posono giù l'arme, et rimisonsi nelle sua mani. Mentre che'l papa icona nota praticava l'acordo, e' Signori ch'erano allora, confinorono meser Rinaldo degli Albizi, e' figliuoli, et Ridolfo Peru- icona nota zi et altri citadini et rivocorno Cosimo de' Medici, che era stato confinato l'anno dinanzi. Veduto questo, il papa prese grandissimo isdegno, parendogli che sotto la fede della sua Sanctità e' fussino confinati. Non si potè mai placare la mente della Sanctità sua, et arebbe fatto ogni cosa per fare che fussino restituiti nella patria, come si vide nella demonstratione fece dipoi.