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Le dimanne indiggestive

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Giuseppe Gioachino Belli

1833 Indice:Sonetti romaneschi II.djvu sonetti letteratura Le dimanne indiggestive Intestazione 4 maggio 2025 75% Da definire

La prima canterina Un tant'a ttesta
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1833

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LE DIMANNE[1] INDIGGESTIVE.

     Pe’ strappacce[2] le penne co’ la pelle,
Ciaspètteno[3] cór vischio a ttutte l’ora:
Sce[4] fanno la cappiola scurritora,[5]
A uso de rondoni e rrondinelle.

     Tutte le smorfie e le parole bbelle,
E cquella bbocca a rriso ch’innamora,
Tutte appostatamente[6] escheno fòra
Pe’ ttiracce[7] dar corpo le bbudelle.[8]

     Tienete er fiato a vvoi[9] cuanno li neri
Ve spasseggeno[10] intorno a ttorme a ttorme;
Pijjate in mano lo spassapenzieri.[11]

     Voi lo sapete, fijji, che cconforme
Cuer ch’io ve dico so’[12] li fatti veri:
Epperò ccarta canta e vvillan dorme.[13]

Roma, 27 gennaio 1833.

Note

  1. Dimande. [Indiggestive: suggestive.]
  2. Strapparci.
  3. Ci aspettano.
  4. Ce: [ci].
  5. Cappio corsoio all’estremità di un lungo filo di seta cruda, raccomandato in cima a una alta canna, con che i fanciulli dànno la caccia alle rondini.
  6. Apposta.
  7. Tirarci.
  8. [Cioè: “per farci cantare.„]
  9. [State zitti.]
  10. Passeggiano.
  11. [In Toscana, “scacciapensieri;„ e il Rigutini-Fanfani lo definisce cosi: “Piccolo strumento tutto di acciaio, che suonasi tenuto con una delle mani appoggiato alla rastrelliera dei denti semiaperta, fattane vibrare col polpastrello di un dito dell’altra mano la linguetta, e sopra questa spintovi l’alito modulato quasi a modo di solfeggio.„]
  12. Sono.
  13. Proverbio.