Le dimanne indiggestive
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LE DIMANNE[1] INDIGGESTIVE.
Pe’ strappacce[2] le penne co’ la pelle,
Ciaspètteno[3] cór vischio a ttutte l’ora:
Sce[4] fanno la cappiola scurritora,[5]
A uso de rondoni e rrondinelle.
Tutte le smorfie e le parole bbelle,
E cquella bbocca a rriso ch’innamora,
Tutte appostatamente[6] escheno fòra
Pe’ ttiracce[7] dar corpo le bbudelle.[8]
Tienete er fiato a vvoi[9] cuanno li neri
Ve spasseggeno[10] intorno a ttorme a ttorme;
Pijjate in mano lo spassapenzieri.[11]
Voi lo sapete, fijji, che cconforme
Cuer ch’io ve dico so’[12] li fatti veri:
Epperò ccarta canta e vvillan dorme.[13]
Roma, 27 gennaio 1833.
Note
- ↑ Dimande. [Indiggestive: suggestive.]
- ↑ Strapparci.
- ↑ Ci aspettano.
- ↑ Ce: [ci].
- ↑ Cappio corsoio all’estremità di un lungo filo di seta cruda, raccomandato in cima a una alta canna, con che i fanciulli dànno la caccia alle rondini.
- ↑ Apposta.
- ↑ Tirarci.
- ↑ [Cioè: “per farci cantare.„]
- ↑ [State zitti.]
- ↑ Passeggiano.
- ↑ [In Toscana, “scacciapensieri;„ e il Rigutini-Fanfani lo definisce cosi: “Piccolo strumento tutto di acciaio, che suonasi tenuto con una delle mani appoggiato alla rastrelliera dei denti semiaperta, fattane vibrare col polpastrello di un dito dell’altra mano la linguetta, e sopra questa spintovi l’alito modulato quasi a modo di solfeggio.„]
- ↑ Sono.
- ↑ Proverbio.