Le pitture notabili di Bergamo/XLIV

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XLIV - S. Rocco

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XLIII XLV
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S. ROCCO.


XLIV.


M
Essa a volta con quattro Altari, ed eretta nel 1481. per voto degli Abitanti di quella contrada [p. 91 modifica]negli emergenti della Peste. Il Quadro appeso alla destra dell’entrare con S. Sebastiano fra i SS. Lorenzo e Cristoforo, lavorato con fierezza di colorito e buon disegno nel 1628. è di Fabio1 Ronzelli di Bergamo. La nobile e maestosa V. M. col Bambino, e i SS. Gio. Batista, e Francesco, è di mano del Cavagna: di cui pure è la Tavola dell’Altar maggiore, offuscata da malefiche vernici colla Vergine, il Bambino, S. Rocco, ec. I due laterali sono parti del medesimo illustre pennello, e sono meglio conservati. All’ultimo Altare effigiò il Bargello con particolare eleganza i SS. Fermo, e Antonio di Padova entro una Tavola traforata in alto da un Ovato, che tiene una divota e antica Immagine di M. V. Questa Chiesa è stata ultimamente dipinta a fresco con figure e quadratura, essendosi nelle prime impiegato il Ferrari, nell’ultima il Brognoli. Di qui seguitando il cammino, e [p. 92 modifica]usciti della Porta di Broseta, continuando il viaggio lungo le rive del Serio, si trova in distanza di un quarto di miglio la divota Cappella, detta la

MADONNA DI LORETO.

Note

  1. Di questa Bergamasca Famiglia uscì nel Secolo XVII. e fiorì nel principio del corrente il Dottor D. Giuseppe Ronzelli, non men dotto e pio Sacerdote, che eccellente paesista; il quale singolarmente, a detta del Mazzoleni, che sì pulitamente scrisse la vita di questo servo di Dio, ove esprimesse o un del carico di luce al far del dì e al tramontar del Sole, oppure una notte con riverberi di fuoco per incendj valeva assaissimo, e pochi, o nessuno l’ha raggiunto. Che se ti spiacciono le tinte ardimentose, e i troppi giallolini e cinabri sparsi sulle frasche e altri illuminati oggetti, pensa che vi sono sparsi in maniera, che non puoi negare che non ti sembri di vedere propriamente il sole e la fiamma a batter su d’essi, senza trovar cosa che per durezza, o per discordanza, o per isconvenevolezza, o per difetto d’artifizio ti offenda; o piuttosto che non ti diletti e senza modo non ti piaccia. Del che ragionerà più minutamente il Conte e Cavalier Francesco Tassi nella storia che ha preparata de’ Pittori, e degli Scultori Bergamaschi (piena, come io posso asserire che la ho veduta, di erudizione e di lumi). Mazzoleni, nella Vita di esso Ronzelli a car. 64.