Le pitture notabili di Bergamo/XXVII

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XXVII - S. Agostino

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S. AGOSTINO.


XXVII.


GIà picciola nella sua prima erezione, avvenuta l’anno 1290. sotto il Vescovo Bongo nostro Pastore, indi restaurata nel 1347. ovvero 49. e consagrata a SS. Filippo, Giacomo, ed Agostino; poscia nel 1441. dall’introdotta Famiglia degli Eremitani Osservanti, che di presente la ufiziano, rinnovata [p. 62 modifica]e ridotta alla notabile ampiezza d’oggi, con sedici Altari. Al primo de’ quali è considerabile il Quadro della SS. Annunciata, con sopra l’Eterno Padre in gloria d’Angeli, e alla sinistra S. Antonio Abate. Non è noto l’Autore; ma è bastantemente noto il di lui sapere per l’esattezza osservata ne’ contorni, per la vaghezza del colorito, e per la nobile maestà de’ vestimenti sì di Maria Vergine, che dell’Angelo Annunciatore. Fra il Pilastro di questa, e della seguente Cappella, evvi un Quadretto di una Madonnina col Divin Bambino di molta divozione, donato alla Chiesa dal Cerusico Dante nel 1666. Viene al secondo Altare una Tavola del nostro Zucchi, rappresentante la Vergine in una graziosa piegatura di testa, e il Bambin Gesù seduto sulle di lei ginocchia in maniera leggiadra, con sotto alla dritta S. Pietro, e S. Paolo alla sinistra. Nella contigua sfondata Cappella la S. Orsola ritta in piedi su d’un piedestallo di singolar artifizio, circondata da moltissime Verginelle compagne, è Opera celebrata del Previtali per le belle teste, per gli abiti ben condotti, e per l’eleganza delle tinte, ma le Verginette sono per avventura troppo ammucchiate; e forse un pò duretta la Conducitrice.

Nella sesta Cappella similmente sfondata v’ha un buon Quadro all’Altare di Giacomo Barbello, esprimente S. Niccola da Tolentino, in mezzo a trè Quadretti per banda de’ miracolosi Fatti di esso Santo del pennello medesimo. In quella appresso, Francesco Talpino, figliuolo d’Enea, colorì degnamente la Sacra Famiglia con un vago e ridente S. [p. 63 modifica]Giovannino. Segue la Trasfigurazione di nostro Signore dipinta in muro a fresco, nell’ultimo Altare da questo lato, con singolar eccellenza. Se ne ignora l’Artefice; e sembrerebbe del Lotto, al di cui fare s’avvicina di molto, se fosse più calda e robusta la tinta. La Tavola in diversi partimenti con il Salvatore in mezzo ad alcuni Santi, e Sante, che si vede nel picciol Ricetto che mette nella Sagrestìa, si crede del Vivarini da Murano, Pittore antico. Dentro la Sagrestìa merita di essere osservata una delle più belle e corrette Fatture ch’abbia condotte il Ceresa nel Quadro, appeso al muro dalla sinistra, colla B. V. il Bambino, e S. Giuseppe. Rientrando in Chiesa il Quadrone del Coro con S. Agostino, S. Monica, e alcuni Angioletti, è industriosa Operazione di Francesco Cappella, Autore ancora dell’Annunciata dipinta nella Cappella di S. Orsola. I due gran Quadri laterali, in uno de’ quali è rappresentato il Martirio di S. Orsola, nell’altro essa Santa appiè del Trono su cui siede il Tiranno, e innanzi a lui un Ufiziale che riceve gli ordini, e più altre figure; si credono di mano di Alessandro Zanchi Cremonese, più manieroso, che esatto e corretto Pittore.

Scesi dal Presbiterio troveremo al primo Altare, che è a mano diritta, una Tavola con la SS. Trinità effigiata dal gentile e dilicato pennello di Paolo Olmo; e le pareti della Cappella dipinte a fresco da Troilo Lupi nel 1582. con gran diligenza e perfezione in genere di ornati, e di Architettura. Al contiguo Altare v’ha lo Sposalizio di S. Caterina Vergine e Martire, figurato con lode dal pennello [p. 64 modifica]di Francesco Talpino; ma la Gloria si vede danneggiata dal tempo. Ne segue al terzo una Tavola con S. Giuliano ec. che ha qualche maniera di stima, e l’Autore n’è Giuseppe Cesario, che si è sottoscritto coll’anno 1664. All’Altare appresso vedesi l’Assunzione di Maria Vergine, Opera di antico e incognito Artefice, ma stimata da’ nostri Scrittori, e con assai diligenza e finimento esequita. Il S. Alò dipinto in legno al seguente Altare fra i SS. Bonaventura, e Antonio Abate, con sopra il Redentore sedente alla foggia di quello che è nella Tavolina dell’Altare di Ognissanti in S. Maria Maggiore, è antica e non indegna Pittura fatta nel 1525. che vi si trova scritto senza il nome dell’Autore. Il S. Girolamo a fresco ne’ lati, e il S. Agostino dirincontro, come pure gli Ovati corrispondenti sopra, sono antiche e pregiate Pitture, di lunga mano superiori a quelle della volta. Il Crocifisso dipinto all’Altare contiguo con un S. Martire a destra, e S. Rocco a sinistra, è di mano di Luca Bernardo Sanzi, nel 1707. I SS. Carlo, e Girolamo laterali, sono essi pure modernamente dipinti da risoluto e grandioso pennello. Quivi pure sono osservabili alcune Iscrizioni e Monumenti ragguardevoli dell’antichissima e nobil Famiglia de’ Conti Vertova. All’ultima Cappella havvi un Salvatore scolpito in legno messo a oro, e contornato da cinque Quadretti, ovvero Partimenti dorati; nel mezzo de’ quali è dipinta la Vergine sedente col Bambino, e dai lati S. Barnaba, e S. Vincenzo, e sotto a questi S. Agostino, e S. Monica: Opera antica d’incognito Autore; ma degna di essere osservata. Più considerabili [p. 65 modifica]però sono i Freschi della Cappella medesima, veggendosi nella volta una bellissima Trinità di Lorenzo Lotto; i SS. Bonaventura, e Agostino laterali di mano maestra, benchè ignota; e le mirabili Fatture di Troilo Lupo del 1586. nella dipinta Architettura ed ornati.

Usciti di Chiesa, e osservata dopo breve discesa, la Fontana che è a destra, e dirimpetto alla Porta della Città, detta di S. Agostino, costrutta di pietre forti, e di marmi bianchi con bella idea disposti, tornando indietro per la stessa via sino al Mercato delle Scarpe, indi proseguendo dirittamente alla Piazza Vecchia, poi alla Nuova, e trapassando la Cittadella, e la Porta della Città, detta di S. Alessandro, osservata ancora a sinistra la Colonna eretta sotto il Vescovo Emo nel 1621. nel sito appunto, dov’era la Porta della nobile e antichissima Cattedrale di S. Alessandro, demolita l’anno 1561. per le Fortificazioni della Città, calando giù pel Borgo Canale, si trova a mano manca la Chiesa Prepositurale di

S. GRATA INTER VITES.