Le poesie religiose (1895)/Ex umbra in solem

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Ex umbra in solem

../Felicitas ../Per una medaglia di Gerone IncludiIntestazione 22 febbraio 2016 100% Da definire

Felicitas Per una medaglia di Gerone
[p. 89 modifica]

EX UMBRA IN SOLEM





Uom ch’ai precetti di Sofia la rude
     Orecchia a tempo e il fiero animo inchini,
     Non armi, o Trezza, di celeste incude,
                    4Non rei destini

Premono o congiurata ira; ma solo
     Che un raggio amico gli consenta il vero,
     Poi che pe ’l tenebroso essere a volo
                    8Spinse il pensiero,

Pago riposa: dal guernito loco
     Guarda le procellose onde e le infide
     Fortune, e di Natura al vario gioco
                    12Mesto sorride.

[p. 90 modifica]


Ma nel vulgo errabondo, a cui di mali
     Falange iniqua il buon sentier contende,
     Pigra, qual raggio in tenebre invernali,
                    16Verità scende:

Chè dove, incerto ognor de la dimane,
     Bisogno acre assaetta i cori, e lenta
     Fame, cui, più del vero, uopo è di pane,
                    20L’anime addenta,

E dove atroce sopra il collo incombe
     Tirannia che d’uman sangue s’impolpa,
     E, scelerando le fraterne tombe,
                    24Regna la colpa,

Chiara non già ne’ torbidi intelletti
     Suona, o rigido Ver, la tua parola,
     Non il tuo cibo leonino i petti
                    28Egri consola.

A loro idoli inani ed aurea plebe
     Di sogni, onde s’ingemmano le amate
     Ombre, e su fuor dalle percosse glebe
                    32Speranze alate

Giovano; a loro odj segreti e aprici
     Tumulti e amor ch’ai dolci inganni alletta,
     E tu, nume d’ignari e d’infelici,
                    36Sacra vendetta.

[p. 91 modifica]


Pur fra l’ombre affannose, ove le incerte
     Stirpi con legge indeprecata incalza
     Nèmesi, come face in su deserte
                    40Macerie, s’alza

La Conscienza; e quanto più il conflitto
     Si propaga degli anni, essa più splende,
     Cresce all’aure nemiche, e al ciel con dritto
                    44Vertice tende.

Salve, o del tempo e della pena figlia,
     Faticosa possanza, intimo sole
     Che per l’onde e la notte, in cui periglia
                    48La mortal prole,

Fughi gli errori serpentosi e l’adre
     Furie veglianti alle cercate rive,
     Per te, di generose opere madre.
                    52Carità vive;

Per te il diritto e la giustizia, tua
     Gemina stirpe, in fra’ mortali han voce;
     L’acre umano pensier, poi che s’intua,
                    56Gitta la croce,

E per la gloriosa erta alle cime
     Dell’Ideal, che in te s’accende e spira,
     Ansando assorge, e alle ragioni prime
                    60Giungere aspira.