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Le ricchezze priscipitose

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Giuseppe Gioachino Belli

1833 Indice:Sonetti romaneschi III.djvu sonetti letteratura Le ricchezze priscipitose Intestazione 9 marzo 2024 75% Da definire

L'avvocato de le cause sperze La madre poverella
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1833

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LE RICCHEZZE PRISCIPITOSE.[1]

     Me chiedi si[2] ccom’è cch’er terzo e ’r quarto
Ch’ereno[3] ggià er ritratto der malanno,
Mo ccrompeno[4] li titoli e tte vanno
In carrozz’a bbommè[5] ttutt’in un zarto:

     Subbito, bbello mio, ch’è ppiù dd’un anno[6]
Che mmonteno la scala de l’apparto,[7]
Deven’èsse[8] saliti tant’ in arto
Che nnun ze vedi[9] ppiù cquello che ffanno.

     Er caporal’ Andrea, ch’è un artijjere,
Disce: “A la bbomma[10] bbast’a ddàjje[11] foco,
E ’r resto va da sé ccom’er dovere.„[12]

     Pe’ nnun mutà ffurtuna a ppoc’a ppoco,
Ma ddiventà addrittura cavajjere,
Cqua nnun ze n’essce: o ffurti, o apparti, o ggioco.

Roma, 18 febbraio 1833.

Note

  1. Subitanee.
  2. Se.
  3. Erano.
  4. Comperano.
  5. “M. de Colbert trouve dur de suivre le quartier général sans sa vouiture bombée.„ P. L. Curier, citato dal Littré.]
  6. Subitoché, bello mio, è più di un anno ecc.
  7. Appalto. [“Fu il tempo degli appalti, dei prestiti e dei subiti e immensi guadagni.„ Gualtierio, Gli ultimi Rivolgimenti italiani; Firenze, 1852; vol. I, pag. 133.]
  8. Debbono essere.
  9. Non si veda.
  10. Bomba.
  11. Dargli.
  12. [Com’è di dovere: come deve.]