Lirici marinisti/IV/Gennaro Grosso

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Gennaro Grosso

Liriche di Gennaro Grosso ../Michelangelo Romagnesi ../Antonino Galeani IncludiIntestazione 20 giugno 2017 75% Da definire

IV - Michelangelo Romagnesi IV - Antonino Galeani
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GENNARO GROSSO


I

LA NASCITA DI MARIA

Sonetto in bisticcio

     Nasce di Dio la genetrice eletta,
ch’apre a l’uscita sua gli usci de’ cieli;
nostr’alme ergono il volo infra que’ veli,
ella s’allatta e nel Signor s’alletta.
     Da que’ lini la lena a noi s’aspetta,
quelle tele a Satan rompono i teli,
la culla il calle adagia e spezza i geli
d’Averno, inverno de la colpa infetta.
     Sorge a pena e di Dio s’erge la reggia,
spunta e punta a Lucifero è la squama,
nasce e n’esce a guardar cara sua greggia.
     Col dolce nome di Maria si chiama,
qual bersaglio d’amor, perché si veggia
che Dio nessun piú di Maria riama.

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II

I SANTI INNOCENTI

     Per accordar d’alti profeti il canto
spargono afflitte madri alte querele,
mentre i bambini lor, per man crudele,
solcan felici un ocean di pianto.
     Essi prenci immortali ergonsi in vanto,
poiché morte lor dá prence infedele;
veggonsi a quelli insanguinar le tele,
perché tinto ne l’ostro abbian l’ammanto.
     Vuol piccioli Amoretti il nume amante
per far ch’entrino al ciel, regno divino,
ché picciolo è del ciel l’uscio prestante.
     Si denno in vero, e con fatal destino,
pargoletti vassalli a un rege infante,
guerrier fanciulli a capitan bambino.

III

CRISTO ESORTANTE ALLA CONFESSIONE

     Schivo de’ folli errori, agile e mesto
corri d’un pio ministro al sacro piede,
ché, prostrandosi il corpo, alzar si vede
e l’uom col pianto a le delizie è desto.
     Oh come un puro umiliato gesto
umilia Stige e la conculca e fiede;
oh come al tuo parlar mutolo riede,
qual da sacra magia, Satan l’infesto!
     Per darti gaudio il tuo dolore io bramo,
son tuoi misfatti i miei diporti ameni,
piropi e gemme i tuoi peccati io chiamo.
     Io ti darò la grazia e i miei sereni,
tu mi dá’l’atre colpe. Ai doni siamo:
tu prodigo di falli ed io di beni.