Lirici marinisti/IV/Tiberio Sbarra

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Tiberio Sbarra

Liriche di Tiberio Sbarra ../Anton Maria Narducci ../Filippo Massini IncludiIntestazione 20 giugno 2017 75% Da definire

IV - Anton Maria Narducci IV - Filippo Massini
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TIBERIO SBARRA


I

L’AMOR NOSTRO

     Ardano pur d’immacolati e puri
desir, Licida mia, Dameta e Clori,
e godan sol tra loro anime e cori,
né piú altro si brami o si procuri;
     tengano pur d’incontinenza oscuri
e rei di pianto i lascivetti amori,
e siano i casti cor senza rancori
e di merto e di lode anco sicuri.
     Noi tal foco non arda, e sia da noi
lontana pur sí cieca via d’amare,
e tutte le sue glorie e pregi suoi.
     Ma ristorino i sensi ora due chiare
luci ridenti or dolci note, e poi
vezzosi baci o cose altre piú care.

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II

IL PANIERINO DI FRAGOLE E ROSE

     Questo bel panierin, di fiorfiorelli
ricinto, e pien di fragole e di rose
che Filli ha per te còlte, e con ascose
maniere esalta i tuoi sembianti belli,
     cara Lilia, io ti dono. I fior novelli
non dimostran però tutte le cose;
ché son le luci tue stelle amorose,
né l’immitan del Reni anco i pennelli.
     De le chiome non parlo, ella nei prati
non ha fior di ginestre: usò le fraghe
per l’essenzia gentil de la tua bocca;
     ché son le labra tue com’esse vaghe
e ravvivan gli spirti arsi e gelati,
con quel misto sapor che ne trabocca.