Memorie storiche civili, ed ecclesiastiche della città, e diocesi di Larino/Libro IV/Idea Generale de' luoghi, che compongono la Diocesi di Larino

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Libro IV
PRELIMINARI
§. I.
Idea Generale de' luoghi, che compongono la Diocesi di Larino

../Preliminari ../Degli Arcipreti, e Parochi Diocesani IncludiIntestazione 9 aprile 2009 75% Storia

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1. Nella Carta Topografica posta nel principio del precedente lib.3. e propriamente nel suo titolo si osserva, che i luoghi, i quali compongono questa Diocesi, molti sono posti in Apruzzo Citra, e altri nel Contado di Molise. Nel Contado di Molise sono Casacalenda, Montorio , Providen ti, Morrone, e Ripabottoni, e tutti gli altri in Apruzzo Citra, cioè, oltre a Larino, Ururi, S. Martino in Pensili, Portocannone , Campomarino, Chieuti , S. Agata coll’Isole di Tremiti, Serracapriola, Loritello, S. Croce, S. Giuliano, Colletorto, Bonefro, e Montelongo, e tanto gli uni, che gli altri luoghi, secondo la presente disposizione Civile delle Provincie sono in quella di Capitanata, e cosi si nota nel lib.2. cap.9. num.17. di queste Memorie .

   2. Sono tutti in pianura, a riserva di alcuni, che sono posti in Colline, eccetto che Morrone, che sta sopra un Monte, per dove si vede tutta la Diocesi, quasi tutta la Puglia, Monte Gargano, il Mare Adriatico f e tutti carozzabili, a riserva di Morrone, quale per altro è calessabile, come abbiamo praticato noi in occasione della Santa Visita. Tutti di aria senza eccettuazione, assai dolce, e piacevole, il di loro terreno fruttifero e fertile, abbondante di acque, e di quanto mai sia necessari , e delizioso al vivere umano. Il maggior guadagno è sopra il frumento di buona qualità. Abbonda di tutte le altre vittovaglie, di olio, vino eccellente, armenti di ogni specie, per cui si fa grande industria di lana, e formaggi, né tralasciano l’industria della seta, allevando i Baghi per la quantità di celsi, che vi sono, bianghi, e mori. Molte specie di frutti di tutta perfezione, specialmente Fichi, che in alcuni luoghi si conservano fu gli Alberi fino a Pasqua, come in Serracapriola. Oltre alle caccie di Uccelli, e di Fiere, non mancano de’ famosi Pesci, che si hanno dal Mare Adriatico, che sta in confine per Settentrione di questa Diocesi, e ne contribuiscono i Fiumi Biferno, Fortore, Rio Majo, e altri. Vi sono anche delle Trotte in qualche tempo, e dove il Biferno si mette in Mare, si prendono squisitissimi Sturioni.

   3. Vengono abitati questi luoghi : altri da Italiani, e altri da Albanesi, detti Italo-Greci : quelli, che sono abitati dagl’Italiani sono dodici, cioè oltre a Larino, S. Martino in Pensili, S. Agata, Serracapriola, Loritello, Colletorto, S. Giuliano, Bonefro, Ripabottoni, Morrone, Previdenti, Montorio, e Casacalenda : E gli Albanesi, Ururi, Portocannone, Chieuti, Campomarino, e S. Croce de’ Greci, e vogliono, che Monte longo venga abitato da’ Schiavoni, diversi dagli Albanesi. In niuno però di questi luoghi abitati da’ Schiavoni, o da Albanesi, si conserva il Rito Greco, e solamente ne resta qualche vestigio in alcune Famiglie in Chieuti, come in parlarsi di quella Terra. Come poi, quando ciò avvenisse, e per qual cagione, fé ne parla a sufficienza in questo lib.4. ne’ propr; luoghi, specialmente nel cap.I.

   4. Il costume, e modo di trattare, e di procedere degli Abitatori nel commercio civile, tra di loro, e cogli altri è piacevole. Sono rispettosi, di buona Religione, amanti di Forastieri, e nel parlare non si osserva tanto quella corruzione degl’idiotismi, la quale quasi universalmente si vede nel nostro Regno a cagione della mescolanza di tanti linguaggi portativi da molte, e diverse Nazioni, dalle quali è stato dominato, per cui non vi è luogo, benché picciolo, che nell’aria, o nell’accento, e sovente ne’ vocaboli, non differisca, e non si distingua dall’altro, e maggiormente questo si osserva in Larino, dove tutti li suoi Naturali parlano con bastante culto linguaggio, proferendo bene le parole senza asprezza di enfasi, o di accento ; quindi avviene, che sono facili ad apprendere qualsisia altra favella, conforme si è detto in parlarsi di Larino lib.I. cap.13. num.4.

   5. Quelli di Nazione Albanese mantengono ancora lo stesso costume, come se ora fussero qui venuti dalle loro Patrie, e con esso lo spirito altiero, e bellicoso coll’uso del parlare Albanese, quale è un Greco corrotto, e pieno di volgari idiotismi, e meno ove per le vicende del mondo è cresciuto il numero degl’Italiani, come specialmente in S. Croce, dove in poco differiscono dagl’Italiani, specialmente ne’ costumi.

  6. Quanto al governo civile, tutti sono luoghi Baronali, e le Università quanto al peculio universale, e Annona si governano da sé stesse indipendentemente da’ loro Baroni, e il Padrone del luogo mette il Governatore per l’amministrazione della Giustizia, come appresso in parlarsi de’ luoghi

particolari.