Notizie sulla Guerra della Indipendenza d'Italia (Monitore Toscano)/N. XLIV

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N. XLIV, maggio 21, Torino

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N. XLIV.
Monit. N. 121

Torino 21 maggio ore 10,20 pom.

Particolari della battaglia di jeri:

Il colonnello de Sonnaz cuopriva da parecchi giorni la destra degli alleati fino a Casteggio.

Jeri a ore 11 due forti colonne di nemici assalirono i nostri cavalleggeri, che dopo ostinata resistenza ripiegarono su Fossagazzo, ore trovavasi qualche corpo di fanteria francese.

I nostri cavalleggeri, sei volte tornando alla carica, ritardarono l’avanzarsi del nemico. Parte della divisione Forey entrò allora in linea e combattendo alla bajonetta sostenne le impetuose cariche della nostra cavalleria, al grido di Viva l’Imperatore, Viva il Re. [p. 26 modifica]

Si prese Fenestrello e Montebello, dove i nemici si erano trincerati nelle case e nel cimitero. Il combattimento durò sei ore. I nostri inseguirono fino a Casteggio i vinti, che lasciarono gran numero di morti sul terreno e 200 prigionieri, fra cui 140 feriti.

Si crede che la loro perdita non sia inferiore ai 2,000 uomini.

Notizie date da Voghera alle ore 11 affermano che il nemico si ritirava in piena rotta verso Stradella. Molti carri pieni di feriti morti e truppe passarono questa mattina il ponte della Stella, movendo in ritirata.

Intanto all’estrema sinistra del nostro esercito, il generale Cialdini con abile manovra e molto ardire forzava il passaggio della Sesia presso Vercelli. Mise in fuga i nemici che lasciarono in nostre mani uffiziali e soldati prigionieri, armi, carri e cavalli.

Sonosi distinti in questo fatto d’armi il 10° di fanteria e la cavalleria.


Rapporto ufficiale del generale Forey,
trasmesso da S. E. il Maresciallo Baraguay
d’Hilliers all’Imperatore.

Sig. MarescialloMonit. N. 127
Voghera 20 maggio, mezzanotte
Ho l’onore di rendervi conto del combattimento che la mia divisione ha dato quest’oggi. [p. 27 modifica]

Avvertito mezz’ora dopo il pomeriggio che una forte colonna austriaca, con cannoni, avea occupato Casteggio e avea respinto da Montebello le granguardie di cavalleria piemontese, mi son recato immediatamente agli avamposti, sulla strada di Montebello, con due battaglioni del 74°, destinati a rilevare i due battaglioni dell’84° colà accantonati dinanzi a Voghera, all’altezza della Madura.

Durante questo tempo, il resto della mia divisione prendeva le armi; una batteria di artiglieria (6ª dell’8° reggimento) marciava in testa.

Giunto al ponte gettato sul ruscello detto Fossagazzo, estremo limite dei nostri avamposti, feci mettere in batteria una sezione di artiglieria, appoggiata a destra e a sinistra da due battaglioni dell’84° costeggiando il ruscello coi loro bersaglieri.

Durante questo tempo il nemico si era spinto da Montebello su Ginestrello, ed essendo io stato informato che egli si dirigeva su me in due colonne, una per la gran strada, l’altra per la linea della strada ferrata, ordinai al battaglione di sinistra del 74° di coprire la linea a Cascina Nuova, e all’altro battaglione di portarsi a destra della strada, alle spalle dell’84°.

Questo movimento era appena terminato quando una fucilata impegnavasi su tutta la [p. 28 modifica]linea tra i nostri bersaglieri, e quei del nemico che marciava su di noi sostenendo i suoi con teste di colonne che uscivano da Ginestrello. L’artiglieria aprì il suo fuoco su di esse con successo; il nemico vi rispose.

Ordinai allora alla mia destra di marciare avanti. Il nemico si ritirò dinanzi all’impeto delle nostre truppe; ma, accorgendosi ch’io non aveva che un battaglione alla sinistra della strada, diresse contro lo stesso una forte colonna. Mercè il vigore e la fermezza di questo battaglione, comandato dal colonnello Cambriels, e le felici cariche della cavalleria piemontese, mirabilmente condotta dal generale Sonnaz, gli Austriaci dovettero ritirarsi.

In questo momento, il generale Blanchard, seguìto dal 98° e da un battaglione del 91° (gli altri due erano rimasti ad Oriolo, ove ebbero uno scontro) mi raggiungeva e ricevea l’ordine d’andare a rilevare il battaglione del 74°, incaricato di difendere la linea della ferrovia e di stabilirsi fortemente a Cascina Nuova.

Assicurato da questa parte, io spinsi nuovamente la mia destra innanzi e m’impossessai, non senza una seria resistenza, della posizione di Ginestrello. Giudicando allora che seguitando col grosso dell’infanteria la linea dei ciglioni, e la strada colla mia artiglieria protetta dalla cavalleria piemontese, io [p. 29 modifica]m’impadronirei più facilmente di Montebello, organizzai così le mie colonne d’attacco sotto gli ordini del generale Beuret.

Il 17° battaglione di Cacciatori, sostenuto dall’84° e dal 74° disposti in scaglioni, si slanciò sulla parte meridionale di Montebello, dove il nemico si era fortificato.

S’impegnò allora un combattimento corpo a corpo nelle strade del villaggio, e convenne espugnare casa per casa. Durante questo combattimento il general Beuret rimase ferito mortalmente al mio fianco.

Dopo un’ostinata resistenza, gli Austriaci dovettero cedere dinanzi allo slancio delle nostra truppe, e, quantunque vigorosamente trincerati nel cimitero, si videro ancora tolta alla baionetta quell’ultima posizione, al grido mille volte ripetuto di Viva l’Imperatore.

Erano allora le sei e mezza; io stimava che fosse prudente di non ispingere più oltre il successo della giornata, e fermai le mie truppe dietro il movimento di terreno, su cui è situato il cimitero, guarnendo la sommità con quattro pezzi di cannone e di numerosi bersaglieri che ricacciarono le ultime colonne austriache in Casteggio.

Poco tempo dopo, io vidi i colonnelli austriaci sgombrare Casteggio, lasciandovi una retroguardia, e ritirarsi per la strada di Casatisma. [p. 30 modifica]

Non saprei mai abbastanza lodarmi, signor maresciallo, della condotta delle nostre truppe in questa giornata; tutti gli ufficiali, sottufficiali e soldati hanno rivaleggiato in ardore. Non passerò nemmeno in oblìo gli ufficiali del mio stato maggiore, i quali mi hanno perfettamente secondato.

Avrò l’onore d’indirizzarvi in appresso i nomi di quelli che sonosi più particolarmente distinti. Non conosco ancora la cifra esatta delle nostre perdite; esse sono numerose, soprattutto in ufficiali superiori. Calcolo approssimativamente da 600 a 700 gli uomini morti o feriti.

Quelle del nemico devono essere state considerevoli, a giudicarne dal numero dei morti trovati, soprattutto nel villaggio di Montebello.

Abbiamo fatto circa 200 prigionieri, fra i quali trovansi un colonnello e varii ufficiali.

Molti cassoni d’artiglieria sono egualmente caduti in nostro potere.

Quanto a me, signor maresciallo, sono superbo che la mia divisione sia stata la prima ad impegnarsi col nemico. Questo glorioso battesimo, che ricorda uno dei bei nomi dell’impero, segnerà, lo spero, una di quelle tappe segnalate nell’ordine del giorno dell’Imperatore.

Sono ec.

FOREY