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Opera:Canti (Leopardi)

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Edizioni

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Autografi

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Indice[5]

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FRAMMENTI

Note

  1. Ristampata a Palermo: Canti del conte Giacomo Leopardi, Palermo, Spampinato, 1834 (SBN e SBN).
  2. Ristampata a Firenze:  Canti di Giacomo Leopardi, edizione corretta, e notabilmente accresciuta, Firenze, Piatti, 1836 (SBN, GB)
  3. Copia di lavoro preparata per il passaggio, mai realizzato a causa della morte improvvisa dell'autore, alla casa editrice francese Baudry. Cfr. Notizia, p.5 e sgg. L'anno 1836 si riferisce al periodo degli interventi di Leopardi sui testi, quasi tutti di suo pugno o per dettatura al Ranieri. Su questa copia, nota anche come Starita corretta, si fonda la prima edizione completa dei Canti curata da Ranieri stesso a Firenze nel 1845 per Le Monnier che, pur con molte sviste, pubblica per la prima volta due nuove composizioni, Il tramonto della luna e La ginestra o il fiore del deserto. Nel 1927 si appoggia a questa copia, testimone dell'ultima volontà dell'autore, anche l'edizione Moroncini per i tipi Cappelli di Bologna, che, con un apparato critico fortemente interpretativo, distingue tra varianti più o meno importanti. Rispetteranno questi criteri, con pochi miglioramenti di grafia e punteggiatura, le edizioni commentate a cura di R. Bacchelli e G. Scarpa (Officina gregoriana, Milano 1935), di L. Ginzburg (Laterza, Bari 1938), e di F. Flora (Mondadori, Milano 1940). L'edizione critica dei Canti di E. Peruzzi (Rizzoli, Milano 1981), con riproduzione fotografica dei manoscritti, abbandona i criteri precedenti e propone la versione definitiva dei singoli canti, permettendo di seguire in ordine cronologico, secondo le modifiche riportate dai manoscritti, le varie fasi di scrittura e di modifica di ciascun verso. Di segno opposto l'edizione di pregio, sempre corredata da riproduzioni fotografiche, di D. De Robertis (Edizioni Il Polifilo, Milano 1984) «che parte dalla prima redazione nota, corrispondente alla sua prima organica definizione», elencando in apparato le varianti successive. Nel 2009 esce l'ultima edizione critica dei Canti a cura di F. Gavazzeni per l'Accademia della Crusca (che riunisce i lavori di un gruppo di studiosi), con un DVD che riproduce tutti i manoscritti e le stampe a colori e un apparato critico che rispetta «l'ultima lezione del manoscritto e l'ultima lezione delle stampe».
  4. Edizione che sostituisce quella curata per gli «Scrittori d'Italia» da Alessandro Donati, nel 1917.
  5. Indice ricostruito secondo l'ultima volontà di Leopardi, espressa sulla copia stampata a Napoli, conosciuta come Starita corretta (N35c), parzialmente segnata con modifiche, note, aggiunte, dell'autore stesso e, in alcuni casi, dall'amico Ranieri sotto supervisione.