Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 1, 1799.djvu/10

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
10 Prefazione

ognun sa, che innocente, che più tosto benefico è un tal furore, e che paragonasi volentieri a un sottil ramo di nobile, e spiritosa follia, il qual tra le frondi raggirasi dell’alloro più venerato, Oh certo che questo ramo è solamente delle belle arti, ed han ragione di deriderlo le gravi scienze, e le discipline accigliate quasi non abbiano e rami più forti, e talor tronchi ancor esse di troppo vera, e troppo seria pazzia! Ma checchessiasi di ciò qual luogo aver ponno in tali studj, qual tempo prendere le maligne, le fiere, le inquiete, e divoranti passioni, e come non vi regnerà la concordia, la fratellanza, la pace, la più sincera, e disinteressata amicizia? Gli esempj il comprovano di tutti i secoli, e bastin per tutti a farne buon testimonio i poeti Virgilio, ed Orazio, e Lucrezio, e Catullo, e Tibullo, e Properzio, ed Ovidio, e i Petrarca, ed i Castiglioni co’ Bembi, coi Casa, coi Fracastori, co’ Navageri, co’ Sannazari, e con mille altri lor coetanei, e perfin sotto a nostri occhi in un secolo tanto accusato d’ogni depravazione gli Zeni, ed i Volpi, i Manfredi, ed i Maf-


fei,