Pagina:Celoria - Atlante Astronomico, 1890.djvu/10

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I. — IL SOLE.


1. Il Sole illumina i nostri orizzonti e dissemina sovr’essi colori vari, contrasti mirabili di luci e di ombre; riscalda la nostra atmosfera, i nostri terreni e vi eccita energie occulte, latenti, indispensabili alla vita che sotto forme molteplici si esplica nei regni vegetale ed animale; col suo moto apparente calmo ed imperturbato, col suo sorgere e col suo tramontare perpetuo segna il tempo che passa senza restare mai, ed è la base della Cronologia. Il Sole è luce, calore, energia, vita; astro benefico, fu in ogni tempo riguardato dagli uomini con sentimento religioso, adorato dai popoli primitivi, salutato da sacerdoti e da poeti con nomi pieni di misticismo, chiamato il Dio dalle chiome d’oro, il più potente dei re, il Dio degli dei, l’occhio splendente dell’universo, il ministro maggiore della natura...

2. Il Sole abbaglia, nè occhio d’uomo regge ai suoi dardi infocati. Per fissarlo bisogna usare un vetro piano affumicato; per guardarlo con un cannocchiale piccolo si deve apporre all’oculare di questo un vetro piano colorato; per osservarlo con uno dei grandi cannocchiali d’oggi giorno si ricorre ad un oculare polarizzatore, se ne guarda cioè l’immagine riflessa successivamente più volte, fino a renderla sopportabile ed innocua all’occhio.

La superficie luminosa, fotosfera, che apparentemente contermina il Sole, non è continua ed uniforme. È invece disuguale, sparsa di punti lucentissimi, granuli, separati fra loro da interstizii meno lucidi, per contrasto oscuri, quasi neri in apparenza. Più che una fotosfera, la si dovrebbe dire una rete fotosferica, poichè il suo fondo generale oscuro, disseminato di granuli lucidi, discontinui, presenta appunto l’aspetto di una rete a maglie molto minute.

I granuli, pel loro grande splendore, risaltano come punti di fuoco sulla fotosfera; se ne incontrano su questa per ogni dove; hanno un’esistenza propria e

indipendente, ma hanno insieme una tendenza marcatissima a riunirsi, come se dominati da attrazioni reciproche; talora si radunano in gruppi di due, tre... dieci e formano grani pel loro aspetto detti di riso, talora si dispongono in lunghe serie e solcano la fotosfera con fili luminosi. Caratteri loro precipui sono lo splendore e la mobilità, e queste qualità caratteristiche essi comunicano alla fotosfera, la quale è sempre e tutta agitata da moti grandiosi, a intervalli violentissimi.

Della fotosfera solare e de’ suoi dettagli si ottengono da qualche anno belle fotografie. Sono prove che rappresentano il Sole come un disco largo 30 centimetri, che richiedono una durata di esposizione brevissima, di appena un duemillesimo di minuto secondo, che abbisognano di processi delicati e speciali sia nella preparazione delle lastre sensibili, che nello sviluppo delle immagini.

3. La luce solare è complessa, formata cioè dalla riunione di luci di colore diverso. Se infatti si fa passare un raggio di Sole attraverso una fessura sottile, e lo si fa cadere sopra un prisma di vetro, esso, attraversando il prisma, si decompone nei colori dell’iride, e produce una specie di nastro colorato, spettro, nel quale con bellissimo effetto (tav. II) il rosso, l’aranciato, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco, il violetto si susseguono distinti. V’è una scienza che indaga e studia lo spettro del Sole, così come quello d’ogni altra sorgente di luce. I suoi strumenti sono gli spettroscopii, il suo nome è Spettroscopia; di essa i precipui fatti fondamentali sono i seguenti.

Lo spettro del Sole, visto con un cannocchiale, appare solcato trasversalmente da sottili righe oscure, righe di Fraunhofer (tav. II), le quali conservano sempre fra di loro i medesimi rapporti d’ordine e di intensità, ed occupano sempre le stesse posizioni relativamente ai colori dello spettro.

G. Celoria, Atlante Astronomico. 1