Pagina:De Sanctis, Francesco – Alessandro Manzoni, 1962 – BEIC 1798377.djvu/361

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SAGGI

Per il testo dei saggi abbiamo direttamente riveduto la Nuova Antologia, i Nuovi saggi critici nelle edizioni del 1872 e del 1879, e i manoscritti autografi. Laddove le lezioni erano differenti, ci siamo attenuti all’ultima redazione approvata dall’Autore (salvo eccezioni a loro luogo indicate). Abbiamo inoltre tenuto presenti gli editori che ci hanno preceduto, ossia il Croce, il Gentile, il Cortese, l’Arcari, il Contini (Scelta di scritti critici di F. De S. a cura di G. Contini, Torino, UTET, 1949) e ultimamente il Muscetta-Puccini. Discostandoci dagli esempi del Croce e del Gentile, editori eccessivamente solleciti di correzioni e ritocchi ispirati alla convinzione di una «poca compiutezza formale» di questi saggi1

  1. B. Croce, Prefazione a Scritti varii, inediti o rari di F. De S., ed. cit., p. xxii. Il Gentile, pur non formulando esplicite censure sulla scrittura desanctisiana dei saggi, dimostra di seguire in fatto il Croce col conservarne in gran parte le correzioni. Diamo qui qualche esempio indicativo di interventi crociani e gentiliani sul testo dei saggi, avvertendo che la numerazione è condotta sulla nostra edizione e che indicheremo con Cr e Ge rispettivamente l’edizione Croce e quella Gentile. P. 4 r. 26: «La dea Ragione e la comunione de’ beni avea per risposta», Cr (Ge): «La dea Ragione e la comunione de’ beni aveano per risposta» (ma l’uso del verbo al singolare con due o più soggetti al singolare è normale in De S.: cfr. p. 35 r. 27: «il cui porta-bandiera fu in ultimo Vincenzo Monti, e Pietro Giordani»; p. 47 rr. 11-12: «dalla esagerazione d’ideali intellettivi e astratti è uscito Parini, Alfieri e Foscolo»; p. 85 r. 14: «linguaggio e stile non è costruito a priori»). P. 6 r. 13: «di conciliarlo col sentimento religioso, di dimostrare anzi che quello», Cr (Ge): «di conciliarlo col sentimento religioso e di mostrare che anzi quello» (dov’è da notare, a parte la posposizione dell’anzi, l’abolizione di una costruzione asindetica, così caratteristica di uno stile rapido e corrente come quello desanctisiano; correzioni analoghe a p. 6 r. 32: «trasformandoli, assimilandoli a sé»; p. 26 r. 29: generalizzate, alzate a regola, divenute il buon gusto»; p. 34 r. terzultimo: «l’individuo manifestazione, rappresentante di questa o quell’idea»; p. 66 r. 28:«dev’essere un individuo, avere le sue miserie»). P. 20 r. 32: «cioè a dire i fatti non si succedono», Cr: «cioè adire, i fatti non vi si succedono». P. 22 r. 12: «non bisogna immaginare che», Cr (Ge): «non bisogna immaginarsi che». P. 37 r. penultimo: «per dirlo in una parola», Cr (Ge): «per dirlo ancora con altra parola». P. 42 r. terzultimo: «impotente a trasformarla», Cr: «impotente a trasformare quella». P. 44 r. 31: «e tanto vi s’impressiona e vi s’innamora», Cr: «e tanto se ne impressiona e vi s’innamora». P. 52 r. 27: «a scuola o a chiesa», Cr (Ge): «a scuola o in chiesa». P. 53 r. 5: «conoscenza mai del tutto dimenticata», Cr (Ge): «conoscenza non mai del tutto dimenticata». P. 53 r. 31: «penetra fattiziamente», Cr (Ge): «penetra fittiziamente» («fattizio» per «fittizio» è di norma nel De S.). P. 54 rr. 14-15: «in un tempo, che fra tanti tristi», Cr: «in un tempo, in cui fra tanti tristi». P. 55 r. 15: «se non perché se l’ha fatta Manzoni», Cr: «se non perché se l’è fatta Manzoni». P. 59 rr. 29-30: «la potenza di rifletterli nel suo spirito», Cr (Ge): «la potenza di farli riflettere nel suo spirito». P. 66 r. 33: «E chi guarda alla storia dell’ideale nel mondo moderno», Cr (Ge): «E chi guarda all’ideale nella storia del mondo moderno». P. 74 r. 27: «succeduta l’acutezza, che è la sua caricatura», Cr (Ge): «essendo succeduta ad essa l’'acutezza', che è la sua caricatura». P. 75 r. 25: «che relazione tenga don Abbondio», Cr: «che relazione abbia don Abbondio». P. 77 r. 31: «Una situazione delle più interessanti è quando», Cr (Ge): «Una situazione delle più interessanti si ha quando». P. 83 r. 24: «C’è nel teatro del mondo due temperature», Cr (Ge): «Ci sono nel teatro del mondo due temperature». P. 88 r. 8: «e gli caccia d’improvviso», Cr: «e gli fa uscir fuori d’improvviso»; ecc. Al testo del Croce dimostra di essersi rifatto direttamente l’Arcari, riproducendone quindi tutte le correzioni e gli eventuali errori.