Pagina:La Sacra Bibbia (Diodati 1885).djvu/447

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giustifica e rinnova. GIOBBE, 7,8. il suo lamento.
di un ruscello, come rapidi torrenti che trapassano via;

16 

I quali sono scuri per lo ghiaccio; E sopra cui la neve si ammonzicchia;

17  Ma poi, al tempo che corrono, vengono meno, Quando sentono il caldo, spariscono dal luogo loro.

18  I sentieri del corso loro si contorcono, Essi si riducono a nulla, e si perdono.

19  Le schiere de’ viandanti di Tema li riguardavano, Le carovane di Seba ne aveano presa speranza;

20  Ma si vergognano di esservisi fidati; Essendo giunti fin là, sono confusi.

21  Perciocchè ora voi siete venuti a niente; Avete veduta la ruina, ed avete avuta paura.

22  Vi ho io detto: Datemi, E fate presenti delle vostre facoltà per me?

23  E liberatemi di man del nemico, E riscuotetemi di man de’ violenti?

24  Insegnatemi, ed io mi tacerò; E ammaestratemi, se pure ho errato in qualche cosa.

25  Quanto son potenti le parole di dirittura! E che potrà in esse riprendere alcun di voi?

26  Stimate voi che parlare sia convincere? E che i ragionamenti di un uomo che ha perduta ogni speranza non sieno altro che vento?

27  E pure ancora voi vi gittate addosso all’orfano, E cercate di far traboccare il vostro amico.

28  Ora dunque piacciavi riguardare a me, E se io mento in vostra presenza.

29  Deh! ravvedetevi; che non siavi iniquità; Da capo, il dico, ravvedetevi, io son giusto in questo affare.

30  Evvi egli iniquità nella mia lingua? Il mio palato non sa egli discerner le cose perverse?

7  Non ha l’uomo un termine della sua milizia in su la terra? E non sono i suoi giorni simili a quelli di un mercenario?

2  Come il servo aspira all’ombra, E il mercenario aspetta il premio della sua opera;

3  Così mi sono stati dati per eredità de’ mesi molesti; E mi sono state assegnate per parte mia notti penose.

4  Se mi son posto a giacere, dico: Quando mi leverò? Quando sarà passata la notte? E mi stanco di dimenarmi fino all’alba.

5  La mia carne è rivestita di vermini, e di gromma di terra; La mia pelle si schianta, e si disfa.

6  I miei giorni son passati via più leggermente che la spola del tessitore, E son venuti meno senza speranza.

7  Ricordati che la mia vita è un vento, Che l’occhio mio non tornerà più a vedere il bene.

8  L’occhio di chi mi vede non mi riguarderà più; Se tu rivolgi gli occhi verso me, io non sarò più.

Come la nuvola si dilegua, e se ne va via; Così chi scende nel sepolcro non ne salirà più fuori.

10  Egli non ritornerà più a casa sua, E il luogo suo non lo riconoscerà più.

11  Io altresì non ratterrò la mia bocca; Io parlerò nell’angoscia del mio spirito, Io mi lamenterò nell’amaritudine dell’anima mia.

12  Sono io un mare, o una balena, Che tu mi ponga guardia attorno?

13  Quando io dico: La mia lettiera mi darà alleggiamento, Il mio letto solleverà parte del mio lamento;

14  Allora tu mi sgomenti con sogni, E mi spaventi con visioni.

15  Talchè io nell’animo sceglierei innanzi di essere strangolato, E innanzi vorrei la morte che le mie ossa.

16  Io son tutto strutto; io non viverò in perpetuo; Cessati da me; conciossiachè i miei giorni non sieno altro che vanità.

17  Che cosa è l’uomo, che tu ne faccia sì grande stima, Che tu ponga mente ad esso?

18  E che tu lo visiti ogni mattina, E ad ogni momento l’esamini?

19  Fino a quando non ti rivolgerai indietro da me, E non mi darai alcuna posa, Tanto che io possa inghiottir la mia saliva?

20  Io ho peccato; che opererò inverso te, o Guardiano degli uomini? Perchè mi hai posto per tuo bersaglio, E perchè sono io grave a me stesso?

21  E perchè non perdoni il mio misfatto, E non rimuovi la mia iniquità? Conciossiachè di presente giacerò nella polvere; E, se poi tu mi ricerchi, io non sarò più.

8  E BILDAD Suhita rispose, e disse:

2  Infino a quando proferirai tali ragionamenti, E saranno le parole della tua bocca come un vento impetuoso?

3  Iddio pervertirebbe egli il giudicio? L’Onnipotente pervertirebbe egli la giustizia?

4  Se i tuoi figliuoli hanno peccato contro a lui, Egli altresì li ha dati in mano del lor misfatto.

Ma quant’è a te, se tu ricerchi Iddio, E chiedi grazia all’Onnipotente;

6  Se tu sei puro e diritto, Certamente egli si risveglierà di presente in favor tuo, E farà

Sal. 39. 4. Sal. 90. 6. Is. 40. 6. Giac 4. 14.

Gen. 18. 25. Rom. 3. 4, 5. / Giob. 1. 5, 18.

c Sal . 103. 16. rf Sal . 8. 5 ; 144. 3. Eb. 2. 6.