Pagina:Poesie (Monti).djvu/239

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CANTO PRIMO 223

     Dell’alta strage Simoenta e Xanto1
     Al mar non ponno ritrovar la via2,
     30Ma quando lene mormorando irriga
     I feacii giardini3; e dolce rendi
     Su le mie labbra la pimplea4 favella.
Là dove imposto a biancheggianti sassi5
     Su la circèa marina Ansuro6 pende,
     35E nebulosa il piede aspro gli bagna
     La pomezia7 palude, a cui fan lunga
     Le montagne lepine ombra e corona,
     Una ninfa già fu delle propinque
     Selve leggiadra abitatrice, ed era
     40Il suo nome Feronia. I laurentini8
     Boschi, e quei che la fulva onda nudrisce
     Del sacro fiume tiberin, quantunque
     Di Canente9 superbi e di Pomona,
     Non videro giammai forme piú care.
     45Qual verno fiore che segreto nasce
     In rinchiuso giardin10, né piede il tocca
     Di pastor, né di greggia; amorosetta
     L’aura il molce, di sue tremule perle
     L’alba l’ingemma, e lo dipinge il sole
     50Di sí vivo color, che il crine e il seno
     D’ogni donzella innamorata il brama;


44. Giammai volto piú caro.

45. Siccome fiore

    nota al v. 121, p. 45.

  1. Simoenta e Xanto: fiumi che scorrevano presso Troia.
  2. Al mar ecc.: Virgilio En. V, 807: gemerentque repleti Amnes, nec reperire viam atque evolvere posset In mare se Xantus. Cfr. anche Omero Iliad. XXI. 214.
  3. Ma quando ecc.: Omero nell’Odiss. (VII, 172 trad. Pindemonte) dice che nel giardino d’Alcinoo, re de’ Feaci, scaturivano «due fonti Che non taccion giammai: l’una per tutto Si dirama il giardino, e l’altra ecc.».
  4. pimplea: poetica. Le Muse erano dette Pimplee dal monte Pimpla nella Macedonia, Cfr. Foscolo Sep., 232.
  5. imposto ecc.: Orazio Sat. I, v, 26: Impositum saxis late candentibus Anxur.
  6. Ansare: la moderna Terracina, che sorge sopra una rupe a mezzodí del monte Circello (Circèo), sporgente in mare. Cfr. Virgilio En. VII, 10 e la nota al v. 278, p. 19.
  7. pomezia: «pontina, da Pomezia, città che ora chiamasi Mesa, la quale diede il nome di pometina alla vasta pianura ch’è circondata
    a settentrione dalle montagne lepine, e si stende fino al mare toscano e al monte Circèo. Questa pianura coll’andare del tempo fu detta per sincope pomtina, pontina». Mg.
  8. laurentini: di Laurento (oggi Torre di Paterno), antica capitalo del Lazio.
  9. Canente: moglie di Pico, antichissimo re del Lazio (Virgilio En. VII, 171). famosa, come dice il suo nome stesso, pel canto. — Pomona: ninfa laziale, coltivatrice di giardini. Cfr. Ovidio Metam. XIV, 623.
  10. Qual ecc.: Catullo LXII, 39: Ut flos in septis secretus nascitur hortis, Ignotus pecori, nullo contusus aratro, Quem mulcent aurae, firmat sol, educat imber; Multi illum pueri multae optavere puellae.... Invece dell’imitazione notissima fatta di questi versi dall’Ariosto (I, 42), rechiamo quella, poco nota, che ne fece il Casa (son. 31): «Qual chiuso in orto suol purpureo fiore. Cui l’aura dolce e ’l sol tepido, e il rio Corrente nutre, aprir tra l’erba fresca...» — verno: primaverile (lat.). Orazio Od. II, xix. 9: