Pagina:Poesie (Monti).djvu/67

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CANTO PRIMO 51

sabile bassezza», perché egli, il p., «sperando quell’amnistia che la sovrana mediocrità non concede mai al talento, ai suoi avversari apprestò il trionfo maggiore, col rinnegare la propria gloria, i propri sentimenti, e mancare così a quella unità, che forma il bello della vita come delle produzioni»; e perché di scuse non aveva bisogno, se la Bassvill. rappresenta il terrore che aveva invaso gli animi di tutti gli onesti italiani, al primo sentire delle sanguinose scene della rivoluzione. Chi volesse saperne di più su’ versi sciolti del Salfi (che prima erano soltanto 91, poi s’accrebbero a 103 e finalmente giunsero fino a 691), e specialmente sul loro autore, cfr., meglio che il Cantú (loc. cit.) e lo Zan. (p. 178), lo Zumb. p. 305 e segg. — La Bassvilliana, sconfessata dallo stesso autore, fu il 16 ottobre 1797, anniversario della decapitazione di Maria Antonietta, bruciata sotto l’albero della libertà in Milano, con altri libri, a detta de’ giornali, infamissimi (erano: una Storia della guerra d’Italia, stamp. dal Bolzani; il Corpo del Diritto Canonico; le bolle Unigenitus e Auctorem Fidei ecc. ecc.), per opera, in gran parte, del Gianni e del Lattanzi. Cfr. le note a’ vv. 196 e 199 del c. I della Mascher. — Il metro è la terza rima: cfr. la nota d’intr. a p. 10.


Già vinta dell’inferno era la pugna,
     E lo spirto d’abisso si partía1
     Vòta stringendo la terribil ugna2.
Come lion3 per fame egli ruggía
     5Bestemmiando l’Eterno, e le commosse4
     Idre del capo sibilâr per via.
Allor timide l’ali aperse e scosse
     L’anima d’Ugo alla seconda vita
     Fuor delle membra del suo sangue rosse;
10E la mortal prigione5 ond’era uscita
     Subito indietro a riguardar si volse
     Tutta ancor sospettosa e sbigottita6.

  1. Già vinta ecc.: La lotta fra uno spirito celeste o uno infernale per il possesso dell’anima del morto, che dà materia a due delle più belle e drammatiche scene della D. Commedia (Cfr. Inf. xxvii, 112-129 e Purg. v, 103-129), è qui solamente accennata.
  2. vòta ecc.: Su la morte del Bass. il M. compose anche due sonetti (ed. Card., 288 e seg.), nel secondo de’ quali fa che Plutone risponda a Minosse: «Roma che incrudeli su la sua salma, Roma nemica a noi la rese (l’anima) a Cristo».
  3. Come lion ecc.: Ariosto, XVIII, 178: «Como impasto leone.... Che lunga fame abbia smacrato e asciutto».
  4. e le commosse ecc.: «Tot Erynnis sibilat hydris, disse Virgilio [En. VII, 447], da cui sembra che il nostro poeta abbia preso il sibilo dei serpenti che attribuisce al demonio in luogo di crini, nel modo appunto che si dipingono le Furie. Il movimento di questo serpi non è che la poetica espressione dello sdegno di Satana nel vedersi tolta la preda; ed è imitazione d’Ovidio, che nel quarto delle Metam. [v. 491] cosí descrisse il moversi di Tisifone:.... motae sonuere colubrae: Parsque iacent humeris, pars circum tempora lapsae Sibila dant, saniemque vomunt, linguasque coruscant». Mt. Cfr. anche Dante Inf. ix, 41.
  5. mortal prigione: Il corpo è dotto anche dal Petrarca terreno carcere (P. II, son. 77), bella prigione (P. II, canz. IV, 9), prigion (P. I, canz. VII, 20) ecc. ecc.
  6. Subito ecc.: Dante Inf. i, 22: «E come quei, che con lena affannata Uscito fuor del pelago alla riva, Si volge all’acqua perigliosa e