Pagina:Poesie inedite di Silvio Pellico II.djvu/292

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10M’è grato alzar gli ossequïosi sguardi
Come figlio a parenti, investigando
Lor nobile natura, e divisando
Quasi funerea su ciascun di loro
Scior tal pietosa cantica di laude,
15Che, senza nè adular que’ generosi,
Nè tacer pur di colpe ov’ebber colpe,
Sia gentile tributo alle lor tombe!
Non avrai tu, per tragich’ira primo,
Possentissimo Alfieri, onde reliquia 1
20Sì preziosa a me largì Quirina,
Tu che maestro all’arte mia più cara
Sì fortemente in giovinezza amai,
Tu che ad Italia ed a’ nativi nostri
Pedemontani lidi onor sei tanto,
25Non avrai tu dalle mie labbra un carme?
L’avrai. — Nè per Parini anco fia scevra
Di parole d’amor l’alma di Silvio;
Nè per Monti e per chiari altri intelletti
Di non remoti dì. — Ma se più d’una
30Cantica aspettan molte ombre di vati,
Più l’aspettan le antiche. — Oggi tu, Dante,

  1. L’orologio d’Alfieri mandatomi in dono da Firenze nel 1833 dalla signora Quirina Magiotti.