Pagina:Satire (Giovenale).djvu/172

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60 satire

Perchè non reca in bocca la moneta
Da offrir pel suo passaggio. - Or poni mente
Ai molti rischi della notte, e mira
Come sono alti i tetti, e come un coccio,
Che piombi di lassù, faccia il cervello
Andare in acqua; e come un vaso fesso
O rotto, che giù venga da un balcone,
Battendo a forza sul selciato, un marchio
Vi lascia. Un gocciolone, uno scapato,
Che non provvede a nulla, ti diranno,
Se tu vai fuori a cena, e testamento
Prima non fai: poichè son tanti i casi
Di morte, quante sono in quella notte
Le vigili finestre ove tu passi:
Talchè dovrai far voti, e dir che avesti
Tre pan per coppia, se saran contenti
Di votarti sul capo un gran pitale.
    Se un briacone accattabrighe innanzi
Non spianò le costure a qualcheduno,
Non ha pace la notte; e come Achille,
Quando piangea l’amico,1 si rivoltola

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  1. [p. 180 modifica]Nota la piacevolezza di confrontare questi eroi da taverna ad Achille. Come la morte dell’amico Patroclo togliesse i sonni ad Achille, sentilo da questi versi dell’Iliade tradotta dal Monti; lib. xxiv: .... in queste ricordanze Dirottamente lagrimava, ed ora Giacea sui fianchi, or prono ed or supino: Poi di repente in pie balzato errava Mesto sul lido.