Pagina:Satire di Tito Petronio Arbitro.djvu/297

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

note 241

ramente alla moglie o amica di Trimalcione, quella cioè che conduceva il carro, com’era costume di alcune donne Romane, per quanto nel primo de’ Saturnali avverte Giusto Lipsio.


Pag. 55, lin. 24.

Gli adulteri erano condannati al furore de’ tori. Eran puniti colle corna, dice un Francese, perchè ne avean prodotto.


Pag. 55, lin. 34.

Alcuni credono, che questo Norbano abbia a intendersi per Tigellino divenuto il favorito di Nerone.


Pag. 56, lin. 9.

Traduco apparvero feriti, perchè accadeva talvolta che i gladiatori per timor di soccombere si ferissero da se medesimi, onde ottener di ritirarsi e scampar dal pericolo:


. . . . Segiolus jam radere guttur
Coeperat. Et secto requiem sperare lacerto. Giov.


Pag. 58, lin. 6.

Da questo rimedio scorgesi, che il disordin del ventre di Trimalcione era una diarrea, anzichè una stitichezza, come qualche interprete ha detto. Quindi il ventrem pudere, che segue, non vuol già dire evacuare, com’essi pensarono, ma ritenere, come anche dal significato metaforico del verbo pudere parmi potersi arguire.


Pag. 58, lin. 13.

Questo tratto indica evidentemente, che la Satira di Petronio ha per oggetto Nerone. Sappiamo di lui, ch’ei permise agli amici suoi di dar libera uscita alle ventosità anche alla sua mensa.


Pag. 59, lin. 24.

Fin da tempo antichissimo ogni qualità di artefici ed operaj formava Corpo ovvero Università, come trovasi attualmente in più luoghi, e come trovavasi presso