Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/7

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vi prefazione

secolo sono state già assai felicemente illustrate, singolarmente per ciò che appartiene alle Vite de’ tre Fiorentini che furono per comune consenso i più grandi uomini di quella età, cioè Dante, il Boccaccio e il Petrarca. Le Memorie della Vita del primo, scritte con esattezza e con erudizion singolare dal sig. Giuseppe Pelli, e la Storia del Decamerone del sig. Domenico Maria Manni, nella cui prima parte diligentemente si esamina la vita del Boccaccio, mi han giovato non poco alla cognizion della storia di questo secolo. Ma niun’opera mi è stata in questo genere sì vantaggiosa, quanto le Memorie per la Vita di Francesco Petrarca in tre tomi in quarto, scritte in francese dall’abate de Sade, e pubblicate colla data d’Amsterdam gli anni 1764 e 1767. Una diligente lettura di tutte l’opere, e singolarmente delle lettere così stampate come inedite (che sono in grandissimo numero) del Petrarca, una faticosa ricerca di tutti gli archivii e di tutte le biblioteche, onde potea sperar qualche lume, un attento studio sopra gli scrittori o contemporanei, o vicini allo stesso Petrarca, un giudizioso esame di tutti gli autori che più o meno ampiamente ne hanno scritta la Vita, e finalmente una continua ed indefessa fatica di molti anni, ci han fatto avere da questo erudito scrittore la più ampia storia che ancor avessimo avuta, non sol del Petrarca, ma si può dire di tutto quasi quel secolo: talchè ella potrebbe quasi intitolarsi Storia sacra, profana e letteraria del secolo xiv. Così non vi ha avvenimento di quell’età, che non vi si vegga almeno accennato, non personaggio in qualche modo, di cui noi vi si vegga almeno in compendio la Vita: anzi appena ei nomina città alcuna di cui non ci dia in qualche maniera la storia. La moltiplicità degli oggetti a cui l’ab. de Sade ha stese le sue ricerche, ha data a quest’opera un’estensione forse maggior del bisogno, e chi brama di saper le vicende e le azioni del gran Petrarca, non può a meno di non annoiarsi alquanto al vedersi ad ogni passo tratto fuor di sentiero per andar in cerca di cose in cui quegli appena ebbe parte. Questo difetto però è troppo ben compensato da molti lumi che l’autore ha sparsi sulla vita di questo grand’uomo, dall’emendar che egli ha fatto gli