Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/164

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(722-723-724) pensieri 151

vedeva che quella prima dell’altre gli anderebbe ad oppugnare. Leggi egli anderebbe, altrimenti non regge il senso.


*    Ivi, p. 155. Che se nell’altre rocche  (723) de’ Baroni fusse stata la metà di provvisione ec. Manca una qualche parola, come di detta, di questa, di tale provvisione, conforme apparisce dagli antecedenti, dove riferisce le provvisioni che si trovarono nel castello di Sarno, quando fu avuto dal re (6 marzo 1821).

*    Post ignem aetherea domo
          Subductum, macies et nova febrium
     Terris incubuit cohors,
          Semotique prius tarda necessitas
     Lethi corripuit gradum.

Orazio, od.3, v. 29-33, l. I. Questo effetto, attribuendolo Orazio favolosamente alla violazione delle leggi degli Dei ed alla temerità degli uomini verso il cielo, viene ad attribuirlo nel vero significato alla violazione e corruzione delle leggi naturali e della natura; verissima cagione dell’incremento che l’imperio della morte ha guadagnato sopra gli uomini (7 marzo 1821).


*    Alla p. 526. Florum, perpetuum Horatii imitatorem observat Rosellus Baumon, in Massoni, Historia Critica Rei literar., tom. XIV, p. 222; Fabricius, Bibliotheca Latina, l. II, c. 23. § 2, t. 1, p. 626.  (724)


*   Alla p. 509. Da questa osservazione deducete che Floro, stampato la prima volta in-4° a Parigi in Sorbonae domo, senza nota di anno, di luogo, ma circa il 1470 (Fabricio), era uno de’ non molti classici conosciuti e letti al tempo del Petrarca (7 marzo 1821).