Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/353

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340 pensieri (1013-1014-1015)

espresso e fondato studio. Andrés, loc. cit. di sopra (p. 1010), p.253; non ostante che la tedesca, secondo il Tercier, ec. Vedi p.  (1014) 1012, principio (5 maggio 1821).


*    La vantata duttilità della lingua francese (Spettatore di Milano, quaderno 93, p. 115, lin. 14) oltre alle qualità notate in altro pensiero, ha questa ancora, che non è punto compagna della varietà, e la lingua francese, benché duttilissima, è sempre, e in qualunque scrittore paragonato cogli altri, uniforme e monotona. Cosa che a prima vista non par compatibile colla duttilità, ma invero questa è una qualità diversissima dalla ricchezza, dall’ardire e dalla varietà (5 maggio 1821).


*    Alla pag. 991. Cosí Beda inglese, nonostante che la sua lingua nazionale (cioè l’anglo-sassone, Andrés, loc. cit., p. 1010, p. 255, fine, diversa dalla celtica, stabilita nella Scozia e nel paese di Galles) fosse adoperata anche in usi letterarii, come si rileva da quello ch’egli stesso riferisce di un Cedmone monaco benedettino, illustre poeta improvvisatore nella sua lingua (Andrés, p. 254). Cosa la quale, se non altro, dimostra ch’ella era una lingua già ridotta a una certa forma (lo riferirà forse il Beda nella Storia Ecclesiastica degli Angli) (5 maggio 1821).


*    L'u francese, del quale ho discorso in altro pensiero, poté essere introdotto in Francia mediante le colonie greche, come Marsiglia ec.  (1015) Mediante le quali colonie ec. la lingua e letteratura greca si stabilí, com’è noto, in varie parti delle Gallie. Vedi il Cellario, dove parla di Marsiglia. E le Gallie ebbero scrittori greci, come Favorino Arelatense, S. Ireneo (sebben forse nato greco) ec. ec. Vedi anche il Fa-