Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/422

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(1107-1108) pensieri 409

pino saltum ch’é tutt’uno, viene saltare. E qui la forza, dirò cosí, continuativa di questa formazione di verbi è manifestissima. Perché salire propriamente vale saltum edere, e saltare vale ballare, ch’é una continuazione del salire, una serie di salti.

Cosí da cantus, antico participio di canere, abbiamo cantare, verbo che significava primitivamente un’azione ben piú continuata che il canere.

Da adventus, antico participio di advenire, procede adventare, che significa l’azione continuata di avvicinarsi o stare per arrivare, laddove advenire significa l’atto del giungere o del sopravvenire.  (1108)

Del verbo tentare dice il Forcellini che deriva a sup. tentum verbi teneo. Est enim (notate) diu et multum tenere ac tractare, ut solent quippiam exploraturi. Vedi p. 2344 e p. 1992, principio.

Cosí rictare da rictus di ringi, dictare da dictus participio del verbo dicere, e ductare da ductus del verbo ducere, e nuptare da nuptus di nubere, e flexare, del vecchio Catone, da flexus ec.; adfectare da adfectus participio di adficere, e adflictare da adflictus di adfligere; e volutare da volutus di volvere; e consultare da consultus di consulere; commentari e commentare da commentus di comminisci e comminiscere; natare dall’antico natus o natum di nare; e reptare (di cui vedi, se vuoi, Forcellini) da reptus o reptum di repere; e offensare da offensus di offendere; e argutare ed argutari (vedi Forcellini) da argutus di arguere; e occultare da occultus di occulere; e pressare da pressus di premere (gl’italiani i francesi ec. e il glossario hanno anche oppressare da oppressus); vedi p. 2052, 2349; e vectare da vectus di vehere. Vedi nel Forcellini gli esempi, i quali dimostrano che subve-



    essendo di desinenza passiva, avessero spesso la significazione attiva o neutra, vedi le note del Burmanno al Velleio l. II, c. 97, sect. 4. Infatti il latino, secondo l’opinione volgare, mancherebbe di participi passati significanti azione, fuorché deponenti. Vedi Forcellini, voc. Musso, fine, e vedi Partus a um e Pransus e Coenatus, e p. 2277,2340.