Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/470

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(1168-1169) pensieri 457

siderarsi come primo e proprio. Questa però non intendo di darla se non come congettura (15 giugno 1821).


*    Alla p. 1139. Del che si potrebbono addurre molte prove che lascieremo agli eruditi, contentandoci di questa sola osservazione, la quale dimostrerà che al piú il פ ebraica era un p, che talora si aspirava, e somigliante al φ de’ greci ch’è un p aspirato, come abbiam detto. L’alfabeto fenicio, dal quale derivò l’alfabeto greco, e per conseguenza il latino, o derivato dal greco o dalla medesima fonte del greco, era lo stesso che il samaritano, e l’alfabeto samaritano era l’antico alfabeto ebraico. Ora, che l’alfabeto fenicio mancasse della lettera f o al  (1169) piú si servisse in sua vece di un p aspirato si dimostra, fra le molte altre prove ed oltre quello che abbiamo detto, che il φ mancava all’antico alfabeto greco detto cadmeo o fenicio, da questo, che i latini chiamavano, com’è noto, i cartaginesi originarii di Fenicia, Poeni, Poenici, Punici, cioè Fenici, greco Φοίνικες, servendosi come vedete di un p semplice in luogo di un p aspirato che usavano i greci in questo nome e della f che vi usiamo noi. E cosí pure chiamavano non solamente phoeniceum, ma anche poeniceum e puniceum senza aspirazione, quel colore che i greci chiamavano φοινίκεος e per contrazione φοινικοῦς. Il che anche può dimostrare che gli antichi latini (il cui alfabeto derivò pure, come vedemmo, dal fenicio) mancavano di un carattere proprio ad esprimere la f, ed anche forse della pronunzia di questa lettera. Ovvero che il φ de’ greci, da’ quali essi presero forse i detti nomi (specialmente quelli del detto colore che derivano da φοῖνιξ, palma) si pronunziava anche come un p semplice. Vedi Forcellini in H; Pontedera, p. 14 (leggi assolutamente le sue prime due lettere, necessarie a questo mio discorso). I greci stessi scri-