Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/223

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(2389-2390) pensieri 211

dall’eccesso del timore o della necessità o del desiderio di qualche grazia ec. (6 febbraio 1822).


*    Né fra gli antichi né fra’ popoli poco civilizzati fu mai che il popolo conquistato s’avesse per compatriota del conquistatore, come oggidí (14 febbraio 1822).


*    Alla p. 2338. Ho detto delle contraddizioni naturali che occorrono fra quegli oggetti che il presente stato dell’uomo gli rende necessarii anche nell’agricoltura ec. Aggiungo che di quegli stessi animali ch’egli nodrisce molti sono nemici fra loro per natura e si danneggiano scambievolmente quando non ci si provveda, o che lo facciano volontariamente o anche involontariamente per fisiche disposizioni, senza esser nemiche ec., come le galline nuocciono ai buoi (16 febbraio 1822). (2390)


*   L’attenzione de’ fanciulli è scarsa, 1o, per la moltitudine e forza delle impressioni in quell’età, conseguenza necessaria della novità ed inesperienza: le quali impressioni tirando fortemente l’attenzione loro in mille parti e continuamente, l’impediscono di esser sufficiente in nessuna: e questa è la distrazione che s’attribuisce ai fanciulli, tanto piú distratti, quanto piú suscettibili di sensazioni vive e profonde; 2o, perché anche la facoltà di attendere non si acquista senz’assuefazione ec.; 3o, perché la natura ha provveduto in modo che fin che l’uomo è nello stato naturale, come sono i fanciulli, poco e insufficientemente attende, essendo l’attenzione la nutrice della ragione e la prima ed ultima causa della corruzione ed infelicità umana (16 febbraio 1822).


*    Della convenienza di conservare agli scrittori la facoltà di fabbricar nuove parole e modi sopra le forme già proprie della lingua, cioè sopra le varie fa-