Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/34

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22 pensieri (2040-2041-2042)

assuefarsi include, come ho bene spiegato altrove, quella di dissuefarsi, cioè di contrarre facilmente e prontamente nuove e contrarie abitudini. Quindi è che l’uomo di gran sentimento è in maggior pericolo di perderlo, di divenir quasi insensibile, di contrarre un abito gagliardo di freddezza, d’indifferenza, di alienarsi fortemente dalla virtú ec. ec., che non colui il quale non possiede che un sentimento mediocre e non è virtuoso che per una mediocre forza ec. Le disposizioni di costoro si vede infatti che sono durevolissime, anzi le sole durevoli e costanti, perch’essi non contraggono facilmente nuove assuefazioni, non si persuadono di contrarii principii e le circostanze hanno poca influenza  (2041) su di loro. Ma l’uomo gagliardamente suscettivo perciò appunto è capace e suscettivo di divenire insuscettivo, duro, freddo, egoista, quando le circostanze lo portano a queste assuefazioni; e necessariamente ve lo porta l’esperienza del mondo. La quale per convincerlo ed assuefarlo a nuovi e contrarii principii non ha bisogno di molto tempo, perché appunto un tal uomo presto e facilmente e fortemente conosce, sente e si assuefà (3 novembre 1821).


*    La rapidità e la concisione dello stile piace, perché presenta all’anima una folla d’idee simultanee o cosí rapidamente succedentisi, che paiono simultanee e fanno ondeggiar l’anima in una tale abbondanza di pensieri o d’immagini e sensazioni spirituali, ch’ella o non è capace di abbracciarle tutte e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni.  (2042) La forza dello stile poetico, che in gran parte è tutt’uno colla rapidità, non è piacevole per altro che per questi effetti e non consiste in altro. L’eccitamento d’idee simultanee può derivare e da ciascuna parola isolata, o propria o metaforica, e dalla loro collocazione e dal giro della