Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/112

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(2965-2966-2967) pensieri 105

nostro accade il contrario. L’idea è cagionata nell’intelletto dalla sensazione.

Cosí discorrete del fanciullo. Il quale neanche si può cosí semplicemente dire che trovi piacevole a vedere la gioventú, appena e la prima volta ch’ei la vede; che gli paia, come si dice, bella assolutamente e per se, e piú bella della vecchiezza, al primo vederla.  (2966) Ho notato altrove quanto spesso una persona giovane gli paia e sia da lui espressamente giudicata bruttissima, e una persona vecchia bellissima (ancorché ella sia a tutti gli altri brutta, eziandio per vecchia), e ciò per varie circostanze. E i sopraddetti effetti non hanno luogo nel fanciullo, o non v’hanno luogo costantemente e sicuramente, né in modo che non sia accidentale e di circostanza, se non dopo essersi sviluppata in lui la inclinazione naturale verso la gioventú, massime in ordine agl’individui della propria specie; il quale sviluppo, specialmente ne’ paesi meridionali, accade nel fanciullo assai presto, e molto prima ch’egli sia in grado ec. Vedi l’Alfieri nella sua Vita. Accade, dico, almeno in parte. E anche circa il cieco nato che acquisti improvvisamente il vedere, dubito molto che egli ne’ primi momenti, e anche ne’ primi giorni, trovi assolutamente bello, come si dice, l’aspetto della giovanezza per se medesimo, e piú bello che quello della vecchiezza ec. Del resto, il cieco nato, restando pur cieco, troverà certo piú piacevole,  (2967) per esempio, la voce giovanile che la senile, e tutte le altre sensazioni che gli verranno da persone giovani, in parità di circostanze, le troverà piú piacevoli di quelle che gli verranno da persone vecchie; e l’idea ch’egli concepirà della giovanezza, qualunque ella sia, sarà per lui piú piacevole e, come si dice, piú bella che la contraria, e piacevole e bella per se medesima. Ma tutto ciò sarà effetto della inclinazione, e non derivato originalmente dall’intelletto ec.