Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/270

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(3886-3887) pensieri 265



*    Saltuaris, saltuarius, saltuatim, saltuensis, saltuosus da saltus us (17 novembre 1823).


*    Salitio, voce di Vegezio dimostra l’antico supino salitum di salio pel contratto irregolare, ma solo superstite, saltum, da cui si farebbe saltio, non salitio, giacché tali verbali son fatti da’ supini o seguono la forma del supino (17 novembre 1823).


*    Alla p. 3882. E quelli che per l’ordinario non dimostrano ingegno né talento se non per le cose gravi e serie, allora lo dimostrano non di rado notabilissimo per lo scherzo ec. E gli uomini di talento profondo ec., ma scarsissimi o alienissimi da quello che si chiama spirito, e fors’anche tutto l’opposto che spiritosi; tardi, bisognosi di molto tempo a concepire a inventare ec., freddi, secchi ec. allor divengono spiritosissimi, prontissimi ec. E gli uomini d’ingegno riflessivo o simile, ma non inventivo, non immaginoso ec., allor dimostrano e veramente acquistano per quel poco di tempo una notabile facoltà d’invenzione, immaginazione ec. ec. E cosí discorrendo sulle diversità dei talenti ec. (17 novembre 1823). (3887)


*   Alla p. 3856. L’Italia produsse nel cinquecento ec. molti capitani illustri, come il Trivulzio, il Montecuccoli ec., sia che questi servissero alle loro rispettive nazioni italiane, o ad altra nazione italiana diversa dalla propria, come la Repubblica di Venezia spesso conduceva generali italiani d’altri stati a comandar le sue forze di terra o di mare; o a principi stranieri, i quali in quel tempo si servirono spessissimo di generali e uffiziali italiani pel governo de’ loro eserciti, conducendoli, anche con grossi partiti, al loro servizio. Del che è curiosa a leggere un’osservazioncella di Bernardo Tasso, Lettere, citate qui dietro (pag. 3885, fine), libro 1, car. 29, e tutta quella lettera.