Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3887

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*   Alla p. 3856. L’Italia produsse nel cinquecento ec. molti capitani illustri, come il Trivulzio, il Montecuccoli ec., sia che questi servissero alle loro rispettive nazioni italiane, o ad altra nazione italiana diversa dalla propria, come la Repubblica di Venezia spesso conduceva generali italiani d’altri stati a comandar le sue forze di terra o di mare; o a principi stranieri, i quali in quel tempo si servirono spessissimo di generali e uffiziali italiani pel governo de’ loro eserciti, conducendoli, anche con grossi partiti, al loro servizio. Del che è curiosa a leggere un’osservazioncella di Bernardo Tasso, Lettere, citate qui dietro (pag. 3885, fine), libro 1, car. 29, e tutta quella lettera. [p. 266 modifica]Similmente dico de’ politici e ministri ec. italiani, e negoziatori italiani ec. di quel secolo, e anche de’ seguenti, fino agli ultimi tempi, in cui siamo veramente arrivati all’estremo della nullità politica, e passività, ed incapacità di ogni sorta di operazione, o certo totale inazione di fatto, sí in casa sí fuori. Come il Mazarino, l'Alberoni, il Bentivoglio, ed anche il Lucchesini ec. Il dominio della religione ai tempi passati, e fino alla rivoluzione (benché sempre decrescente, ma non estinto fino ad essa rivoluzione), ma specialmente prima del seicento e per conseguenza il credito, l’influenza e l’importanza del Papa e della Corte di Roma contribuirono grandemente, e forse, massime in certi tempi, principalmente, a tener l’Italia in azione, a darle campo di esercitarsi nella politica e negli affari, materia e modo di negoziare, importanza e peso, negoziatori, diplomatici, politici, uomini che ebbero parte attiva negli avvenimenti e ne’ destini d’Europa, e i cui nomi divennero propri della storia.