Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3886

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*   Altrove osservo che il cul de’ latini si cangia assai sovente nell’italiano in chi o cchi (o-cu-lus, o-cchi-o) o gli (pe-ri-cul-um, peri-gli-o), nello spagnuolo in -j- (o-cu-lus, o-j-o) nel francese in ill o il o eil o eill o ail o aill ec. (péril, abeille, vermeil, ouaille, o-cul-us, o-eil ec.). Notisi che tali cangiamenti non sono certo direttamente stati fatti da cul, ma da cl contratto nella volgar pronunzia latina, come si vede anche non di rado nel latino illustre e scritto, massime appo i poeti; come seclum, periclum ec. (17 novembre 1823). [p. 265 modifica]


*    Saltuaris, saltuarius, saltuatim, saltuensis, saltuosus da saltus us (17 novembre 1823).


*    Salitio, voce di Vegezio dimostra l’antico supino salitum di salio pel contratto irregolare, ma solo superstite, saltum, da cui si farebbe saltio, non salitio, giacché tali verbali son fatti da’ supini o seguono la forma del supino (17 novembre 1823).


*    Alla p. 3882. E quelli che per l’ordinario non dimostrano ingegno né talento se non per le cose gravi e serie, allora lo dimostrano non di rado notabilissimo per lo scherzo ec. E gli uomini di talento profondo ec., ma scarsissimi o alienissimi da quello che si chiama spirito, e fors’anche tutto l’opposto che spiritosi; tardi, bisognosi di molto tempo a concepire a inventare ec., freddi, secchi ec. allor divengono spiritosissimi, prontissimi ec. E gli uomini d’ingegno riflessivo o simile, ma non inventivo, non immaginoso ec., allor dimostrano e veramente acquistano per quel poco di tempo una notabile facoltà d’invenzione, immaginazione ec. ec. E cosí discorrendo sulle diversità dei talenti ec. (17 novembre 1823).